Sostegno a chi “rottama” un negozio

di Giuseppe Aymerich Commenta

La riproposizione della vecchia normativa, in uso alla fine dello scorso decennio, è pressoché..

negozio giuridico

Il concetto di “rottamazione” di un negozio è in realtà privo di senso, ma questo è il termine con cui nel linguaggio corrente era conosciuto anni fa un incentivo, a favore dei piccoli commercianti, che è stato recentemente riproposto e approvato all’interno delle numerose misure anticrisi e a sostegno dei bassi redditi.

La riproposizione della vecchia normativa, in uso alla fine dello scorso decennio, è pressoché identica all’originale, per cui la sua applicazione non dovrebbe presentare grandi difficoltà concrete, trattandosi di uno strumento già collaudato a suo tempo.


In pratica, tutti coloro che “esercitano, in qualità di titolari o coadiutori, un’attività di commercio al minuto, anche in abbinamento ad attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, ovvero che esercitano attività commerciale su aree pubbliche”, i quali si trovano costretti a dover chiudere l’attività nel triennio 2009-2011 senza aver ancora maturato i requisiti per la pensione, hanno diritto di richiedere un assegno mensile di entità pari alla pensione minima fino al raggiungimento dell’età in cui potranno chiedere la pensione di anzianità.


È però richiesto che siano stati versati almeno cinque anni di contributi alla gestione previdenziale per i commercianti presso l’INPS (la gestione “IVS”) e che al momento della presentazione dell’istanza si siano compiuti almeno 62 anni, se uomini, oppure 57, se donne.

La domanda può essere presentata presso l’INPS di competenza entro il 31 gennaio 2012.
La copertura finanziaria per questa manovra è assicurata dal mantenimento di un’aliquota contributiva aggiuntiva pari allo 0,09% a carico degli iscritti alla stessa gestione IVS, che sarebbe dovuta decadere e che invece è stata prorogata fino al 2013.

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