Salgono le aliquote dei contributi dei professionisti

di Giuseppe Aymerich Commenta

Come ben sanno i due milioni di iscritti ai vari ordini professionali istituiti in Italia..

Come ben sanno i due milioni di iscritti ai vari ordini professionali istituiti in Italia, il macigno che pesa sui rispettivi portafogli non è tanto costituito dalle imposte dirette bensì dai contributi professionali, quasi integralmente a loro carico.

In generale si distingue un contributo soggettivo (integralmente a proprio carico e proporzionato al reddito di lavoro autonomo) e un contributo integrativo, basato sul fatturato e addebitabile ai clienti; ma non mancano, talvolta, anche contributi di maternità e altre voci ancora.


Come se non bastasse, in questi anni è in corso una progressiva rivisitazione del sistema dei contributi: lo scopo è quello di assicurare che tutte le Casse previdenziali autonome siano in grado di mantenersi da sé in un’ottica di almeno trent’anni.

A causa dell’aumento del numero degli iscritti, della conseguente riduzione di quote di mercato e fatturato di ognuno nonché della crescita della speranza di vita, molte Casse hanno così dovuto sottoporsi ad una serie di modifiche dei sistemi contributivi, per adeguarli ai tempi ed evitare ogni rischio di bancarotta.
Tutto questo si è tradotto, innanzitutto, in un aumento delle aliquote e, in secondo luogo, nella salita dell’età pensionabile.
Come sintetico esempio, compiamo una breve panoramica. Per gli avvocati, il contributo integrativo è salito nel 2010 dal 2% al 4% e quello soggettivo dal 12% al 13%, mentre per i consulenti del lavoro il nuovo anno ha visto l’addio all’aliquota unica ed il passaggio ad un sistema ad aliquote variabili secondo l’anzianità d’iscrizione.


Per i notai già dal luglio scorso l’aliquota del contributo mensile è volata dal 28% al 30% del valore del repertorio. Quanto ai geometri, l’aliquota è salita dal 10,5% all’11% (e arriverà nel 2015 al 12%) e l’età pensionabile salirà gradatamente a 67 anni.

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