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Pensioni: da luglio occorre raggiungere “quota 95”

Pensione

In principio fu la riforma Maroni: per far fronte ai crescenti aggravi e difficoltà  di sostenibilità  nel tempo del sistema pensionistico, si previde di elevare i requisiti anagrafici di accesso al pensionamento ricorrendo all’ormai famoso “scalone”, ossia l’incremento dal 2008 di ben tre anni di età  in un colpo solo.

Ritenendo questa soluzione troppo penalizzante, il successore al Ministero del Welfare, Cesare Damiano, scelse di abolire lo “scalone “ e di sostituirlo con i cosiddetti “scalini”, ossia un incremento graduale nel tempo dei requisiti anagrafici.


A poco a poco, la riforma Damiano sta entrando in vigore: la conclusione del percorso e il raggiungimento dell’obiettivo dei tre anni in pià¹, infatti, sono previsti entro il 2013.

Il prossimo step ènel prossimo luglio: èda martedଠ1, infatti, che scatterà  l’obbligo di raggiungere “quota 95” a carico di tutti i lavoratori dipendenti. Occorrerà  infatti sommare gli anni di età  e quelli di contribuzione al fondo pensionistico di appartenenza: se la somma raggiungerà  (o supererà ) 95, i requisiti per la pensione saranno soddisfatti.


Se invece il lavoratore èun autonomo iscritto alla gestione per i commercianti o gli artigiani, occorrerà  un anno in pià¹: la quota richiesta, infatti, è96.
In ambedue i casi, èperಠindispensabile che l’età  anagrafica sia pari almeno a cinquantanove anni.

Discorso diverso se si sono maturati quarant’anni di contributi: in quest’ipotesi, viene meno il sistema delle quote e si puಠandare in pensione a qualunque età .
Anche una volta soddisfatti i requisiti indicati, tuttavia, prima di andare concretamente in pensione occorrerà  aspettare ancora parecchio: bisognerà  infatti approfittare di una delle cosiddette “finestre”, ossia quei ridotti periodi dell’anno in cui èpossibile andare davvero a riposo.