Pensione privilegiata dipendenti pubblici

di Stefania Russo Commenta

La pensione privilegiata consiste in uno speciale trattamento pensionistico risevato ai dipendenti pubblici che sono stati...

La pensione privilegiata consiste in uno speciale trattamento pensionistico risevato ai dipendenti pubblici che sono stati dichiarati inabili al lavoro per patologie dipendenti da una o più cause di servizio, quindi sia malattie dovute alla professione svolta che traumi, ferite o altri tipi di infortuni dovuti a cause di servizio.

Per poter avere accesso a tale pensione occorre che i traumi, le ferite o la malattia riconducibili a cause di servizio abbiano provocato un’inabilità al lavoro permanente e non temporanea.


La pensione privilegiata non viene corrisposta automaticamente, per poterla percepire è infatti necessario che il soggetto interessato presenti apposita istanza. In particolare, il termine per richiederla è di 5 anni dalla cessazione della prestazione lavorativa per dichiarazione di inabilità al lavoro. La domanda deve essere presentata direttamente presso l’ufficio in cui il dipendente ha prestato per l’ultima volta servizio oppure presso la sede Inpdap competente sul territorio per i dipendenti iscritti alle ex Casse.

La pensione privilegiata è vitalizia, quindi cessa di essere erogata con la morte del titolare. E’ prevista tuttavia la reversibilità a favore dei superstiti nel caso in cui la morte del titolare sia stata causata dalla malattia dovuta a causa di servizio. Inoltre, in caso di morte per infortunio sul lavoro, la pensione di reversibilità sarà corrisposta alla vedova e agli orfani d’ufficio, cioè senza che sia necessaria apposita richiesta da parte degli aventi diritto.

Qualora dovesse verificarsi un peggioramento dell’infermità, il soggetto può presentare la domanda di aggravamento, che ovviamente dovrà essere integrata dalla relativa documentazione sanitaria.

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