Le fragilità della Gestione Separata

di Giuseppe Aymerich Commenta

Sono diversi i punti deboli che rendono la posizione di chi è iscritto presso la Gestione Separata certamente più fragile..

lavoro subordinato

Sono diversi i punti deboli che rendono la posizione di chi è iscritto presso la Gestione Separata certamente più fragile rispetto ai lavoratori subordinati, agli imprenditori e ai professionisti iscritti ad una cassa ordinistica.
Innanzitutto, come accennato, le aliquote inferiori comportano contributi più ridotti e dunque una pensione minore. Ma, oltre questo, si registrano altre deficienze di una certa importanza.

Assume rilievo, per esempio, la mancanza di un minimale su cui calcolare i contributi da versare: mentre per i dipendenti o gli imprenditori, ad esempio, i contributi sono analogamente calcolati sul reddito ma una quota minima dev’essere versata in tutti i casi, per gli iscritti alla Gestione Separata questo fenomeno non si presenta: perciò colui che, poniamo, avesse un reddito di mille euro verserà direttamente o tramite sostituto d’imposta contributi per soli 257,00 euro (se non è iscritto ad altra forma pensionistica).


Perché sia riconosciuto un anno di anzianità contributiva, però, occorre che gli importi versati siano pari al minimo previsto per gli imprenditori (quest’anno corrisponde a 3.662 euro), con la conseguenza che, con un calcolo proporzionale, al lavoratore sarà riconosciuto un equivalente pari ad appena ventisei giorni.

Ma ci sono altri aspetti da considerare. Ad esempio, mentre ai dipendenti un anno di leva o di servizio civile è computato automaticamente ai fini pensionistici, così non è per gli iscritti alla Gestione Separata. E ancora: se queste persone si sono laureate prima dell’istituzione della Gestione Separata (31 marzo 1996), non gli è consentito riscattare il corso di laurea.


E c’è, infine, un problema più generale: l’assoluta assenza di ammortizzatori sociali a favore di questa categoria, che pure sono, senza alcun dubbio, le figure lavorative più deboli dell’intero sistema produttivo italiano.
Anche per questo, si è deciso da poco di introdurre un bonus sperimentale.

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