I pensionati aumentano al Sud

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il numero complessivo dei pensionati, in Italia, è in continuo aumento, e questa non è certo una sorpresa se consideriamo..

vecchietta in pensione

Il numero complessivo dei pensionati, in Italia, è in continuo aumento, e questa non è certo una sorpresa se consideriamo la crescita progressiva dell’età media.

Quello che forse non si sapeva ancora, e che è stato recentemente rivelato dalle statistiche diffuse dall’INPS, è che in termini relativi quest’aumento è molto più sensibile nel Mezzogiorno che nel resto d’Italia.


I motivi sono vari. Gli esperti spiegano che in questi anni stanno andando in pensione coloro che avevano iniziato a lavorare durante il boom industriale degli anni Sessanta.

Parte delle fabbriche create allora erano collocate al Sud, e i relativi dipendenti stanno lasciando adesso il lavoro, ma ad incrementare il fenomeno sono anche i numerosissimi “emigranti di ritorno”, ossia coloro che hanno lavorato a lungo nelle industrie del Nord e ora, in età matura, ritornano da dove erano partiti tanti anni fa.


Altrove, invece, e in particolare nel Settentrione, la percentuale di lavoratori e dunque di pensionati è sempre stata relativamente alta, e dunque essa non risente granché dei fenomeni descritti, mantenendosi su dati sostanzialmente uniformi da un anno all’altro.

Basti dire che la provincia in cui il numero dei pensionati è maggiormente cresciuto negli ultimi dieci anni è quella di Catanzaro, con un imponente +374,4%, laddove l’incremento più modesto si è avuta a Vercelli con un semplice +14,5%.

Ma Catanzaro torna alla ribalta anche in un’altra classifica, quella dell’entità media mensile del vitalizio; e qui il capoluogo calabrese si piazza all’ultimo posto con 465 euro, mentre i pensionati di Milano sono i più fortunati, con una media mensile pari a 1.059 euro.

Un’ultima graduatoria interessante è infine quella sul numero dei pensionati rispetto a quello degli abitanti. La forbice oscilla largamente fra il dato dell’Aquila (43,6%) e quello di Napoli (13,6%).

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