Età pensionistica legata alla speranza di vita

di Giuseppe Aymerich 1

In questi giorni, la manovra economico-finanziaria sta affrontando in Parlamento il rush finale verso l’approvazione..

In questi giorni, la manovra economico-finanziaria sta affrontando in Parlamento il rush finale verso l’approvazione.

Fra le modifiche apportate rispetto al decreto-legge originario, ha ottenuto scarsa audience una novità destinata ad interessare le pensioni di tutti i cittadini italiani.


Dovremo infatti abituarci all’idea che un giorno non sarà più possibile contare su un’età fissa e predefinita per andare in pensione: entra in gioco, infatti, una nuova variabile, la speranza di vita, che costituirà un elemento basilare per assicurare al nostro sistema previdenziale una maggiore capacità di tenuta nei decenni.
L’ISTAT è infatti incaricato di rideterminare statisticamente la speranza di vita degli italiani ogni tre anni: il risultato, arrotondato al mese, andrà a modificare l’età pensionabile, a partire dal 2015.

Per l’esattezza, ad oggi è stabilito che nel 2015 i lavoratori dipendenti necessiteranno di 61 anni per la pensione di anzianità (62 per gli autonomi) e 65 anni per la pensione di vecchiaia (ma le donne dipendenti private abbisogneranno di soli 60 anni).

Se però nel frattempo sarà stato determinato un aumento di un bimestre della speranza di vita, significa che occorreranno due mesi in più rispetto all’età minima indicata nei vari casi.
In tutti i casi, rimane immutata la regola secondo cui chi ha maturato quarant’anni di contributi può andare in pensione a qualunque età.


In occasione della prima determinazione, è fissato che l’aumento legato alla speranza di vita non può eccedere i tre mesi e che non ci potrà essere una diminuzione. La seconda rilevazione sarà nel 2019 e cadranno entrambi questi due vincoli. Dalla terza rilevazione (2022) in poi, il dato sarà pubblicato con cadenza triennale.
In ogni caso, la conseguente modifica dell’età pensionabile non avverrà prima di un anno dopo la pubblicazione dei risultati.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Commenti (1)

  1. la nuova legge dice che le donne dipendenti settore privato possono andare in pensione di vecchiaia a 60 anni con 20 anni di contributi io ho compiuto 60 anni ho 24 anni di contributi ma mi e stato detto che devo andare in pensione a 65 anni e 3 mesi che devo fare?faccio un lavoro usurante e francamente non ce la faccio piu ad andare avanti chi mi da uno spiraglio di luce? grazie

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