Contributi più elevati nella Gestione Separata

di Giuseppe Aymerich Commenta

Gli iscritti presso la Gestione Separata dell’INPS sono quei lavoratori che in generale hanno minori tutele dal punto di vista..

Gli iscritti presso la Gestione Separata dell’INPS sono quei lavoratori che in generale hanno minori tutele dal punto di vista previdenziale, in quanto non hanno i requisiti per poter accedere alle ben più solide gestioni ordinarie previste per i dipendenti o gli imprenditori.

Si tratta di un eterogeneo calderone di soggetti in cui rientrano i collaboratori a progetto, i lavoratori autonomi che non hanno diritto di accedere ad una cassa gestita da un ordine professionale, gli associati in partecipazione, i venditori porta a porta e i collaboratori occasionali se superano la soglia di compensi annui di cinquemila euro.


La Gestione Separata si caratterizza per comportare il versamento di contributi in misura decisamente
minore rispetto alle altre forme previdenziali; e questo, naturalmente, comporterà a suo tempo l’ottenimento di una pensione di entità piuttosto ridotta.

Per attenuare gli effetti di questa fragilità previdenziale, da qualche anno lo Stato sta progressivamente aumentando la contribuzione prevista in questo ambito, gradino dopo gradino. Se per il 2008 la percentuale prevista per la generalità degli iscritti era del 24,72% dei compensi, nel 2009 si sale di un punto percentuale, arrivando dunque al 25,72%; e l’anno prossimo si salirà di un altro punto.

Per coloro che sono contemporaneamente iscritti ad altra forma previdenziale, analogamente, si registra l’incremento di un punto percentuale, dal 16 al 17%.
Il calcolo, comunque, va fatto entro un massimale che quest’anno è pari a € 91.507, mentre non esiste un minimale.


I contributi dovuti sono a carico del committente per i due terzi e del lavoratore (con trattenute sul compenso) per il terzo rimanente. In caso di lavoratori autonomi, però, la contribuzione è integralmente a loro carico, mentre nell’ipotesi di associati in partecipazione il 55% del contributo ricade sull’associante e il 45% sull’associato.

Rispondi