Come aprire un franchising

di Francesco Di Cataldo Commenta

Capita spesso però di vedere che molte delle persone che hanno aperto un franchising, nel giro di qualche anno..

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Come spiegato della guida per creare un business plan è importante, prima di creare un’attività di successo analizzare tutti i punti necessari per far si che l’azienda decolli e si mantenga sempre un gradino in alto alla concorrenza. Spesso però non si hanno i mezzi per specificare al meglio tutti i punti che potrebbero portare clienti ed è per questo che molti si affidano alla creazione di un franchising.

Perchè allora molti preferiscono creare un franchising? La risposta è molto semplice, innanzi tutto si parte con un nome e un marchio già conosciuto, un marchio famoso sempre presente nelle campagne marketing televisive e giornalistiche e essere conosciuti è il punto fondamentale per un’azienda poichè troppo spesso si associa la notorietà all’affidabilità;



un altro punto fondamentale è la scelta dell’arredamento ma soprattutto del sistema di vendita che in un franchising sono già altamente studiati e assodati prendendoli come i migliori in assoluto dopo anni e anni di test, prove e continue ricerche e indagini di mercato. Questi sono solo alcuni dei punti che fanno optare per un franchising che possiede già un know-how solido e funzionale perchè cresciuto negli anni.

Spesso si leggono o si vedono pubblicità per la creazione di un franchising attraverso un pagamento di una quota che quasi mai rimane invariata nel corso delle prassi da svolgere per arrivare alla vera e propria apertura dell’attività e questo per invogliare il cliente, ma anche perchè è quasi impossibile a priori identificare un costo effettivo e reali poichè le variabili in gioco sono molteplici.

Le variabili che vengono trascurate al momento della conoscenza del franchising sono l’affitto o l’acquisto della sede operativa dell’attività, l’assunzione del personale, le spese amministrative e burocratiche e questo varia anche a seconda del tipo di attività da svolgere. Un’aspetto da non sottovalutare (questo per qualsiasi attività) è che gli incassi tardano ad arrivare, i primi tempi ci si trova costretti (salvo casi particolari) a non avere utili disponibili e questo può protrarsi anche per un intero anno quindi bisogna mettere in evidenzia il fatto di essere autosufficienti per vivere anche senza un reddito. Quando si apre un franchising spesso è da contratto dover stipulare una fidejussione bancaria o assicurativa in modo da poter garantire il pagamento dei fornitori, dai proprietari degli immobili o quant’atro per il corretto svolgimento dell’attività.

E’ buona norma trovare un franchisor che da la possibilità di pagamenti dilazionati nel tempo o semplicemente con convenzioni con istituti di credito o bancari e questa risulta essere la situazione più seria che si possa trovare. Per aprire un franchising bisogna valutare come per ogni apertura di attività un piano di ammortamento dei costi e una seria analisi della concorrenza.

Se per aprire una normale attività servono soldi, per aprire un franchising ne servono di più anche se spesso si possono ottenere finanziamenti in maniera più semplice e sbrigativa. Per alcuni franchising non è consentita l’apertura immediata, spesso alcun franchisor obbligano il cliente a lavorare almeno due anni in una loro sede al fine di comprendere al meglio tutte le iniziative e i sistemi di vendita come ad esempio per Tecnocasa che fa girare grandi moli di denaro ogni anno.

Capita spesso però di vedere che molte delle persone che hanno aperto un franchising, nel giro di qualche anno, sono in grado di aprire una seconda sede ed è per questo che consigliamo di scegliere solamente i franchising più seri dove a capo in genere c’è colui che ha creato tutto il sistema.

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