Aprire una casa editrice

di Stefania Russo Commenta

Se volete avviare un'attività e avete una grande passione per i libri e la cultura vale la pena valutare la l'ipotesi di aprire una piccola casa editrice..

Se volete avviare un’attività e avete una grande passione per i libri e la cultura vale la pena valutare l’ipotesi di aprire una piccola casa editrice, una valida alternativa all’apertura della classica libreria visto che con l’avvento degli e-book il libro cartaceo rischia di diventare un oggetto raro.

Dal punto di vista fiscale e legislativo, per aprire una casa editrice la prima cosa da fare è aprire una Partita Iva, dopodichè bisogna effettuare l’iscrizione al Registro degli Editori e Stampatori. A questo punto non resta che recarsi presso la Camera di Commercio, dove bisogna comunicare l’avvio dell’attività ed effettuare l’iscrizione.


Sebbene si tratti di operazioni piuttosto semplici, è sempre bene affidarsi ad un commercialista dal momento che la normativa potrebbe subire delle variazioni con il passare del tempo. Affinché la casa editrice possa iniziare a pubblicare libri è inoltre necessario richiedere il cosiddetto Isbn (International Standard Book), ossia un codice che identifica a livello internazionale un titolo di un libro o una edizione di un titolo di un autore (tutte le info a riguardo si trovano sul sito www.isbn.it).

Dal punto di vista del personale, in genere le piccole case editrici contano un ridotto numero di dipendenti. In ogni caso, quello di cui si ha bisogno è una redazione (dove figurano correttori di bozze, editor, redattori, ecc.), un buon grafico, una persona che si occupa della stampa e un addetto alla contabilità. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, soprattutto per la parte contabile, grafica e relativa alla stampa, ci si affida ad aziende esterne e freelance.

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