Sanzioni per colf e badanti irregolari

di Giuseppe Aymerich Commenta

Mentre migliaia di datori di lavoro stanno in questi giorni valutando se approfittare della sanatoria e regolarizzare i collaboratori familiari in nero..

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Mentre migliaia di datori di lavoro stanno in questi giorni valutando se approfittare della sanatoria e regolarizzare i collaboratori familiari in nero, è bene valutare quali sarebbero le possibili conseguenze qualora l’irregolarità non venisse sanata e venisse successivamente contestata.
Esistono conseguenze che si applicano in tutti le ipotesi e altre che si adottano quando il lavoratore è un extracomunitario clandestino.


Fra le prime, si ricorda innanzitutto una pesante multa (da 1.500 a 12.000 euro per lavoratore, cui si aggiungono 150 euro per ogni giornata di lavoro pregressa), che già da sola fa tremare i polsi.

Ma non basta: ci sono anche le sanzioni comminate dall’INPS, che derivano da tre illeciti distinti. La prima multa dipende dal mancato versamento dei contributi e non può essere inferiore a 3.000 euro, sia che il lavoratore sia stato assunto la settimana prima sia che collabori presso la famiglia da dieci anni. La seconda violazione consiste nella mancata comunicazione dell’assunzione all’INPS, e comporta una multa da 100 a 500 euro. La terza, infine, dipende dal non aver consegnato al lavoratore copia della medesima comunicazione INPS, e la sanzione pecuniaria va da 250 a 1.500 euro.

E se si tratta di un clandestino extracomunitario?
Alle sanzioni già descritte se ne aggiungono altre ancora più temibili. È infatti previsto l’arresto per il datore di lavoro da tre mesi ad un anno, e altri cinquemila euro di ammenda per ogni lavoratore.


Se, inoltre, non è stata comunicato alla polizia di Stato l’eventuale alloggio offerto all’extracomunitario, un’ulteriore multa da 160 a 1.100 euro completa il quadro.
Al lavoratore, invece, può essere contestato il nuovo reato di clandestinità, che impone, fra l’altro, l’ammenda da cinquemila a diecimila euro.

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