Contenzioso tributario

di Giuseppe Aymerich Commenta

In sede di apertura dell’anno giudiziario anche per la magistratura tributaria, il Consiglio di Presidenza ha snocciolato alcuni interessanti dati sullo stato dell’arte dei contenziosi fra i contribuenti italiani e le numerose autorità fiscali del nostro Paese..

In sede di apertura dell’anno giudiziario anche per la magistratura tributaria, il Consiglio di Presidenza ha snocciolato alcuni interessanti dati (numerici e non solo) sullo stato dell’arte dei contenziosi fra i contribuenti italiani e le numerose autorità fiscali del nostro Paese.

Va notato come le vittorie dei cittadini tendono a salire: mediamente, il contribuente riesce a far valere le sue ragioni in contenzioso nel 37% dei casi, percentuale in lenta salita negli anni.


Questo fa emergere sia le frequenti e ingiustificate pretese fiscali ai danni dei cittadini, sia il progressivo avvicinarsi verso un sistema di effettiva parità fra ricorrente e convenuto, che a parole esiste da sempre ma che nei fatti non sempre si riconosce.

Scendendo nei dettagli, le agenzie fiscali statali perdono limitatamente (solo nel 24,8% delle volte per l’Agenzia del Territorio), mentre il tasso sale molto di più spostandosi a livello decentrato: i consorzi di bonifica perdono in secondo grado nel 51,4% dei casi, e per i Comuni non va molto meglio.

Le cause di contenzioso pendenti presso le commissioni tributarie, sfortunatamente, tendono a crescere con il tempo (362.817 ricorsi presentati nel 2009), nonostante il legislatore inventi nuovi e fantasiosi strumenti deflattivi, come, da ultimo, l’accertamento con adesione ai processi verbali di constatazione e agli inviti al contraddittorio.


La causa dipende in parte dalla maggiore fiducia del contribuente di far valere le proprie ragioni, ma soprattutto dalla crisi dell’organico della magistratura tributaria: ben 412 unità in meno in soli dodici mesi.
Il Consiglio di Presidenza, tuttavia, non si limita a chiedere massicce nuove assunzioni al legislatore. Con altrettanta forza viene richiesto di apportare altre riforme alle leggi vigenti, per snellire le procedure e, possibilmente, ritoccare al rialzo i modesti compensi oggi riconosciuti ai giudici tributari.

Rispondi