Trasporti di merci via fiume

di Giuseppe Aymerich 1

L’idea di trasportare le merci servendosi di grandi chiatte che navigano su fiumi e laghi presenta un’aria irrimediabilmente antica..

L’idea di trasportare le merci servendosi di grandi chiatte che navigano su fiumi e laghi presenta un’aria irrimediabilmente antica. Ma è un’idea errata, e tutta italiana: da noi praticamente non esistono lunghi fiumi navigabili, e la catena delle Alpi rende impraticabile un collegamento tramite canali artificiali con i principali bacini idrografici europei.

Al contrario, altrove i trasporti via fiume non solo sono una realtà funzionante da secoli ma addirittura affrontano l’inizio del nuovo millennio con rinnovata fortuna.


I vantaggi dei trasporti tramite i corsi d’acqua dolce sono diversi. Innanzitutto, vi è un risparmio in termini di costi: una singola chiatta può trasportare lo stesso numero di container di decine di autocarri, con un dispendio di carburante complessivamente minore.
In secondo luogo vi è un netto vantaggio dal punto di vista dell’inquinamento ambientale: non a caso, lo sviluppo delle idrovie è favorito dai governi del Nord Europa, più sensibili alle questioni “verdi”.
Si calcola che ad oggi circa il 10% delle merci commerciate all’interno dei confini continentali sia spostata per via fluviale o lacustre, con punte che raggiungono il 42% in Olanda, il Paese più canalizzato d’Europa e forse del mondo.


Percentuali molto significative, d’altronde, si registrano negli Stati scandinavi e in tutte le aree che gravitano intorno al Reno e al Danubio. La prossima frontiera si chiama Russia: ad oggi le idrovie sono sfruttate in misura molto modesta, ma le potenzialità messe a disposizione dalla natura sono enormi. Verrà il giorno, probabilmente, che partiranno merci dalla Francia e arriveranno agli Urali senza passare per gomma o per rotaia (vie oggi prossime alla saturazione).
E in Italia? Ad oggi si conosce un’unica realtà in azione, lungo la seconda metà del Po, fra Cremona e Venezia; ma il suo utilizzo rimane modestissimo.

Commenti (1)

  1. Come ideatore del Canale transalpino Danubio-Tirol-Adria, che collegherebbe l’Adriatico e la rete fluviale in Padania con il Danubio, la grande arteria, che apre verso tutta l’Europa, vorrei presentarVi il concetto innovativo del Progetto Tirol-Adria: Senza ruote e con forza idrica attraverso le Alpi!
    Sarebbe proprio l’Italia che dovrebbe sviluppare una nuova logistica. L’Italia, circondata dal mare, con fiumi e canali esistenti o non terminati (Venezia-Padova), che portano il mare nel retroterra, ha i presupposti per trasformarsi e di spostare il traffico merci sulle idrovie e sulle autostrade del mare, già dotate di infrastrutture portuali.
    L’introduzione della linea ferroviaria Berlino-Palermo con la galleria del Brennero (BBT) nell’elenco dei TEN avvenne ancora prima della nascita dell’idea progettuale, della cosìdetta “Idrovia Danubio-Tirol-Adria”, che è talmente innovativa e di grande importanza per lo sviluppo in Italia ed in Europa. Rivoluzionerà il trasporto dei beni!
    Da accentuare è anche la sua autofinanziabilità proprio in questo perido di crisi. Ho chiesto al Ministero delle Infrastrutture ed alla Direzione Generale Acque e Impianti elettrici del Ministero dei Lavori Pubblici di esaminarlo urgentemente e di prenderlo in considerazione prima ancora di decidere definitivamente sulla costruzione della galleria di base del Brennero – BBT.
    Invito a visitare il sito http://www.tirol-adria.com anche per scaricare dalla prefazione l’appello ed altra documentazione illustrativa o dalla stampe gli articoli “Dall’Adriatico al Danubio: in nave sotto le Alpi” di Achille Rosa e “Il passaggio a NordEst” di Pierluigi Coppa.
    Le vie d’acqua insieme al canale transalpino aprirebbero il collegamento diretto tra p.es. Milano ed i maggior centri industriali in Europa.

    Chiedo gentilmente di appoggiare questa iniziativa, che potrebbe diventare realtà in pochi decenni, come scrive Achille Rosa.

Rispondi