San Marino, norme severe contro l’evasione

di Giuseppe Aymerich Commenta

Nonostante le aperture dei mesi scorsi provenienti dalla Repubblica del Titano, non accenna a smettere la presa delle autorità italiane..

Nonostante le aperture dei mesi scorsi provenienti dalla Repubblica del Titano, non accenna a smettere la presa delle autorità italiane contro il diffuso malcostume di sfruttare la vicinanza geografica e la rilassatezza legislativa locale per evadere le imposte nel nostro Paese.


Un colpo mortale potrebbe venire dalla legge, recentemente varata, secondo cui tutte le operazioni di qualsiasi genere (acquisti e cessioni di beni e di servizi) da e verso i Paesi inseriti in una “black list” dei paradisi fiscali ancora da stilare dovranno essere analiticamente comunicate mese per mese, a partire dal prossimo luglio.

San Marino sta facendo gli scongiuri per non essere inserito nella temutissima black list. Facile, infatti, prevedere che non solo gli evasori ma anche gli imprenditori e i professionisti più onesti preferiranno evitare le transazioni con operatori sanmarinesi per non essere costretti a dover adempiere a quest’obbligo assiduo, complesso e accompagnato da sanzioni salatissime anche per i più innocenti errori e omissioni.

Non è anzi escluso che il nostro Governo stia ritardando la pubblicazione della black list proprio per sistemare preventivamente i rapporti con San Marino, e forse anche con altri Stati.


Comunque sia, la Rupe sta correndo ai ripari, approvando in fretta e furia nuove norme gradite dalle nostre autorità. In attesa della complessiva riforma tributaria, prevista entro l’anno, San Marino ha innanzitutto introdotto nella sua legislazione il reato di falsa fatturazione, sanzionato penalmente, e istituito un apposito nucleo tributario antifrode, specializzato nelle truffe sull’imposta sul valore aggiunto.

Prevista, inoltre, l’istituzione di sistemi di continuo interscambio informativo fra i due Paesi nel contrasto all’evasione fiscale e ad altri specifici reati (criminalità informatica, contrabbando, riciclaggio…). È inoltre probabile che entro il 2010 verrà stipulato un accordo bilaterale contro la doppia imposizione.

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