Settore elettronico e audio-video in picchiata

di Giuseppe Aymerich Commenta

I dati di sintesi sul 2008 offerti all’interno del convegno dell’AIRES (Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici) sono..

I dati di sintesi sul 2008 offerti all’interno del convegno dell’AIRES (Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici) sono davvero sconfortanti. Nemmeno i consumi natalizi sono riusciti a raddrizzare le sorti di un’annata nera in un ambito che sembrava destinato ad una crescita senza limiti legata di pari passo allo sviluppo tecnologico.

Quella dei numeri è una logica fredda e impersonale, ma spiega meglio di tante parole la pesantissima crisi che il mondo dei consumi ha subito e continuerà a subire nel prossimo futuro.
I negozi specializzati in computer e accessori, in televisori, in elettrodomestici e in telefonia segnano per l’anno appena trascorso un fatturato complessivo pari a circa 16 miliardi di euro, pari all’1,8% in meno rispetto al 2007.


Un dato di sintesi negativo ma dì per sé nemmeno tanto tragico, se non andassimo a vedere il dettaglio: e lì si scopre che i computer shop hanno visto un crollo dei ricavi del 17%, le vendite di telefoni cellulari è scesa del 9% e che quelle del fenomeno del recente passato, i lettori MP3, sono state letteralmente massacrate dalla crisi (-67%).
Reggono senza infamia e senza lode le vendite all’interno dei grandi distributori, mentre qualche dato positivo arriva dalla crescita delle cessioni di computer portatili, decoder televisivi e piccoli elettrodomestici (dalle macchine per caffè ai rasoi elettrici).


Un altro fenomeno che si è notato è la notevole discesa della spesa media per acquisto: marca, design e optional contano sempre meno, di fronte ad una clientela a cui oggi come oggi interessa solamente il prezzo.

Rispondi