L’inflazione raggiunge minimi record

di Giuseppe Aymerich Commenta

La crisi frena i consumi delle famiglie e il tasso d’inflazione ne risente. Com’è facile capire, infatti, la discesa della domanda..

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La crisi frena i consumi delle famiglie e il tasso d’inflazione ne risente. Com’è facile capire, infatti, la discesa della domanda impone alle imprese di ridurre i prezzi.

In particolare, il tasso di crescita su base annua dei prezzi al consumo secondo il paniere di beni per le famiglie di impiegati e operai rilevato dall’ISTAT – nella versione al netto dei consumi di tabacchi – nel mese di maggio si è attestato allo 0,9% (in aprile era all’1,2%).


Per trovare livelli così ridotti, bisogna ritornare indietro di oltre quarant’anni: era, infatti, il novembre del 1968 quando il tasso d’inflazione registrò il ridottissimo 0,7%.


Il tasso d’inflazione, ovviamente, risente in maniera aggregata delle variazioni dei prezzi al consumo di tantissime tipologie di beni, il mercato di ognuno dei quali ha la sua storia e le sue vicissitudini: così, se il prezzo delle bevande alcoliche è salito nell’ultimo anno mediamente del +5% e per gli analcolici si è invece registrato il +2,5%, i trasporti sono precipitati del -3,4%.

Anche dando un’occhiata alle differenze fra le varie aree del Paese, si riscontrano alcune differenze piuttosto significative. Non è facile individuare tendenze di tipo regionale: le variazioni più sensibili, infatti, si sono registrati a macchia di leopardo.

La città col tasso d’inflazione più elevato nel periodo considerato è Napoli, dove i prezzi sono saliti nell’ultimo anno del 2,2%, seguita da Trieste e Bologna.

All’inverso, la città di Aosta ha registrato addirittura un fenomeno di deflazione, con una riduzione dei prezzi pari allo 0,2%, mentre a Trento si è rilevata una variazione dei prezzi del tutto nulla.

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