Il settore dei computer in Italia

di Giuseppe Aymerich Commenta

Per i produttori italiani (e stranieri) che vendono calcolatori elettronici nel nostro paese, l’annunciata detrazione..

Per i produttori italiani (e stranieri) che vendono calcolatori elettronici nel nostro paese, l’annunciata detrazione è una boccata d’ossigeno di cui si sentiva un gran bisogno. In effetti, se il 2008 ha segnato per il mercato dei computer un ennesimo balzo in avanti, è anche vero che le previsioni per il 2009 sono funeree: se non è esatto parlare di crollo verticale, poco ci manca.

Il discorso è però complesso, perché con il termine “computer” si fa in realtà riferimento a tipologie anche molto diverse fra loro in termini di dimensioni, potenzialità e, non ultimo, prezzo. Se l’anno appena concluso ha segnato rispetto al 2007 una crescita notevole dei notebook e, soprattutto, dei netbook (+32%), per i più tradizionali computer da tavolo (i desktop) il mercato ha un trend negativo già da qualche tempo.


Le varie tendenze in atto dimostrano che cresce il numero dei cittadini che, per lavoro o per svago, intendono servirsi di macchine dotate delle caratteristiche più comuni e più utili, come i programmi di videoscrittura e la navigazione in Internet, rinunciando a eccessi di potenza e di funzionalità quando questi comportano significative differenze nel prezzo.
Il mercato del computer, inoltre, mostra segni di saturazione: i margini di crescita sono ormai limitati, e l’acquisto di nuove macchine serve più che altro a sostituire quelle obsolete, più che a conquistare territori vergini.


Va anche detto, infine, che secondo gli analisti questo segmento del mercato è fortemente anelastico rispetto alle più comuni variabili, come il prezzo: questo significa che le eventuali riduzioni che i produttori dovessero rassegnarsi a varare e la stessa detrazione fiscale, in realtà, avranno un effetto limitato sulla domanda.

Rispondi