I bar verso il blocco dei prezzi

di Giuseppe Commenta

Il sempre più scarso potere d’acquisto delle famiglie ha spinto molti italiani, fra le altre cose, a ridurre quando non..

cappuccio e brioches in un bar italiano

Contro la crisi dei consumi e il continuo rincaro dei prezzi, ecco un’iniziativa che va davvero contro tendenza e susciterà sicuramente l’approvazione dei consumatori.

Il sempre più scarso potere d’acquisto delle famiglie ha spinto molti italiani, fra le altre cose, a ridurre quando non a rinunciare del tutto ad un tradizionale e diffusissimo piacere quotidiano: la colazione a base di cappuccino e brioche presso il bar di fiducia.

Ed ecco che la FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), associazione di categoria aderente alla Confcommercio, ha promosso una campagna fra i baristi di tutta Italia per combattere la crisi: congelare i prezzi di ogni prodotto per quattro mesi di seguito, dal prossimo novembre fino al febbraio 2009.


Nonostante sui mercati internazionali la corsa verso l’alto dei prezzi del caffè, dello zucchero e dei farinacei non sembrano subire alcuna battuta d’arresto, la coraggiosa scelta della FIPE sembra voler dare un segnale forte, che potrebbe essere seguita anche dalle rappresentanze di altre categorie di commercianti.

L’iniziativa, avviata da pochi giorni, sembra aver già riscosso un buon riscontro fra gli esercenti: piovono centinaia di adesioni da tutto lo Stivale, con una partecipazione straordinaria soprattutto in Liguria e nell’Emilia Romagna. Addirittura, molti non vogliono nemmeno aspettare il primo novembre e hanno già oggi fatto partire il blocco dei prezzi.


L’adesione all’iniziativa, è bene precisarlo, in un Paese di libero mercato come il nostro è su base puramente volontaria. Lo ha ribadito recentemente anche il Garante per la sorveglianza dei prezzi, Antonio Lirosi: il famoso “Mister Prezzi”, apprezzando la campagna promossa dalla FIPE, spiega che, nonostante la volontarietà dell’iniziativa, essa potrebbe innescare un circolo virtuoso in molti e importanti settori della nostra economia. E il consumatore ringrazia.

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