Crisi degli utili per la grande distribuzione

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il quotidiano “Il Sole 24 Ore” ha pubblicato i risultati di uno studio comparato condotto analizzando i bilanci depositati delle venticinque..

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Il quotidiano “Il Sole 24 Ore” ha pubblicato i risultati di uno studio comparato condotto analizzando i bilanci depositati delle venticinque principali catene di distribuzione commerciale al dettaglio operanti nel nostro Paese.

L’analisi è stata condotta confrontando i dati riferiti al 2008 con quelli inerenti l’anno precedente.


I dati sono sconfortanti: con l’eccezione della sola Esselunga (la cui performance ha registrato un balzo in avanti sbalorditivo), le altre catene ottengono nei casi migliori uno stiracchiato miglioramento e, molto più frequentemente, un vero proprio crollo delle vendite, del fatturato e, in definitiva, degli utili.
Facendo le dovute somme, infatti, gli utili complessivamente rilevati nel 2008 da tutte le società messe insieme è pari a circa 388 milioni di euro, contro i 484 risultanti al 31 dicembre 2007. E tutto questo nonostante nel complesso i ricavi siano aumentati (da 41,5 miliardi a 43,2): evidente, dunque, che i costi sono aumentati ad un ritmo maggiore.


Nell’analisi per territorio, notiamo come gli effetti principali della crisi si siano verificati nel Meridione e nelle Isole, mentre, controllando il dato per tipologia di aziende, scopriamo che chi ha sofferto di più sono stati i discount: il che è sorprendente, visto e considerato che in una fase di crisi di liquidità era lecito, al contrario, aspettarsi una loro azione d’erosione delle nicchie di mercato dei concorrenti più blasonati.

I dati diseguali da catena a catena portano a conseguenze diverse: mentre Esselunga e Coop si apprestano ad espandersi con l’avvio di nuove filiali nei prossimi mesi, Carrefour (che è ben più in difficoltà) si trova a dover rinunciare alla ventilata apertura di un centro commerciale a Bologna.

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