Austerity nei consumi

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il prolungarsi della crisi erode lentamente il potere d’acquisto degli italiani..

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Il prolungarsi della crisi erode lentamente il potere d’acquisto degli italiani. Molti analisti ritengono che gli influssi sulle abitudini di spesa, improntate ormai per tutti al risparmio, al confronto fra i prezzi, alla sobrietà, sono probabilmente destinati a radicarsi e a permanere nell’animo dei consumatori per gli anni a venire anche oltre le difficoltà congiunturali.

In attesa, comunque, che trascorra il tempo per poter disporre di dati riferiti ad un periodo più ampio, il quotidiano “Il Sole 24 Ore” ha pubblicato un’interessante disamina sugli effetti che nel frattempo un anno e più di crisi ha apportato alle nostre abitudini di spesa, prendendo in considerazioni diversi settori.


Nell’alimentazione, si diradano gli acquisti di beni ritenuti non necessari (patatine, gelati, merendine…) a favore di cibi che, a parità di costo, garantiscono maggior nutrimento (pasta, frutta e verdura…), aspetto che fra l’altro è apprezzato anche dai nutrizionisti.

Ma anche chi non ha rinunciato a mangiare fuori casa ha comunque dovuto rivedere al ribasso le sue pretese: meno vino in bottiglia e più sfuso, meno ristoranti alla moda e più pizzerie eccetera. E continua il boom degli happy hour e aperitivi vari, in cui il risparmio a fronte di buone consumazioni è garantito.


Un altro settore oggetto di molti tagli è quello delle vacanze. Moltissimi di coloro che erano abituati alla seconda vacanza nei mesi invernali vi hanno rinunciato, ma non pochi hanno dovuto sacrificare anche quelle estive, o a sostituire le destinazioni più rinomate con altre più a portata di tasca.

C’è poi un dato curioso: l’aumento degli acquisti dei piccoli elettrodomestici e degli oggetti destinati alla cura della persona. Si ritiene che dipenda dal fatto che gli italiani abbiano in gran parte tagliato le uscite serali e si siano quindi attrezzati per trascorrere più tempo a casa.

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