Agenda Digitale Italiana fondamentale per la ripresa delle PMI

di Vito Verna Commenta

Molti analisti sono ormai convinti del fatto che l'Agenda Digitale Italiana potrebbe aiutare, e non certamente in maniera irrisoria, la definitiva ripresa economica.

Agenda Digitale Italiana fondamentale per la ripresa delle PMI

Molti analisti sono ormai convinti del fatto che l’Agenda Digitale Italiana, progetto nel quale, in realtà, il Governo Monti non sembrerebbe star riversando tutte le proprie competenze ed al quale, sicuramente, non starebbe rivolgendo tutta la propria attenzione, potrebbe aiutare, e non certamente in maniera irrisoria, la definitiva ripresa economica.

KEEPOD PER GESTIRE L’AZIENDA IN MOBILITA’

Certo è che, se fosse vero quanto pubblicamente dichiarato dagli esperti ICT della School of Management del Politecnico di Milano, recentemente riuniti a Roma in occasione del convegno “Telco per l’Italia! Il ruolo delle infrastrutture e dei servizi di telecomunicazione a supporto dell’Agenda Digitale e della ripresa economica”, vi sarebbe davvero da star veramente poco tranquilli per gli scarsissimi sforzi dimostrati dai vari governi, sia di destra che di sinistra, nell’implementazione dell’Agenda Digitale nei propri progetti politici.

SCOVARE E DEBELLARE IL FLAME MALWARE DALLA RETE AZIENDALE

Eppure, stando a quanto sarebbe emerso nel corso del convegno, la semplice creazione di un’efficacie Agenda Digitale, alla quale si accompagni lo sviluppo di adeguate infrastrutture di supporto quali le reti NGN e LTE, potrebbe aiutare a ridurre il debito pubblico, entro il 2013, addirittura di quasi 19 miliardi migliorando, allo stesso tempo, il PIL di una percentuale compresa tra 0,6 e 1,3.

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In particolar modo, stando a quanto affermato da Andrea Rangone che, dell’Osservatorio ICT della su indicata istituzione universitaria, sarebbe il direttore, il risparmio sarebbe possibile sia grazie alla riduzione dei costi in carico alla Pubblica Amministrazione, che potrebbero diminuire addirittura di quasi 4 miliardi, sia grazie al miglioramento in termini di produttività ed efficienza che, secondo Rangone, potrebbero diminuire le entrate di ben 15 miliardi di euro.

L’aumento del PIL, invece, sarebbe stato pronosticato in considerazione di investimenti pubblici e privati, sia nel settore delle start up che della realizzazione delle reti fisse e mobili di ultima generazione, pari a 300 milioni di euro.

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