Le esportazioni in Cina non conoscono crisi

di Giuseppe Aymerich Commenta

La crisi globale per definizione, non ha risparmiato nessun angolo del pianeta..

esportazioni in china

La crisi globale per definizione, non ha risparmiato nessun angolo del pianeta.

Esiste però una differenza abissale fra i Paesi in cui già l’economia ristagnava, come l’Italia, e quelli in cui era in corso un autentico boom economico, che attualmente è soltanto un po’ rallentato. E la Cina, come tutti sanno, è l’archetipo di questa seconda categoria.


Lo sanno bene anche i produttori dei marchi “made in Italy”, da cui i consumatori cinesi, la cui capacità di spesa si è moltiplicata in pochi anni, sono particolarmente attratti. Il discorso, peraltro, non è molto dissimile nemmeno nelle altre “tigri asiatiche”, sia pure in proporzioni minori.

E non ci riferiamo tanto alle marche commerciali quanto ai brand di lusso, che un numero continuamente crescente di cinesi può oggi permettersi.


Si stima che per il 2009 il Pil cinese salirà dell’otto percento rispetto al 2008 – percentuale inimmaginabile nel debilitato Occidente – e che le importazioni nel settore del retailing (il commercio al dettaglio) sfiorino addirittura il +15%.

Ma le proiezioni sul futuro sono molto, molto superiori. Facile infatti comprendere che il grosso dei ricchi cinesi deve ancora venire ad esistere. In un paese con un miliardo e trecento milioni di abitanti, i benestanti sono oggi una fetta ampiamente minoritaria, ma crescono giorno dopo giorno.

Già oggi, d’altronde, si calcola che in valore assoluto i milionari residenti in Cina siano più numerosi dei “colleghi” britannici.
Il mercato dell’ex Celeste Impero, dunque, presenta prospettive persino vertiginose per i nostri esportatori. E sempre più ditte italiane si affidano ad esperti locali di marketing per conoscere meglio il cliente cinese, le sue abitudini, i suoi gusti, i suoi desideri, il suo potere d’acquisto.

Rispondi