Vendere a rate: obblighi e diritti

di Giuseppe Aymerich Commenta

Rateizzare il pagamento di un acquisto è ormai sempre più frequente, e non solo per le spese più onerose ma anche per..

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Rateizzare il pagamento di un acquisto è ormai sempre più frequente, e non solo per le spese più onerose ma anche per quelle più comuni, come gli elettrodomestici o i mobili.

Sebbene le formule contrattuali offerte dai venditori siano sempre più varie per venire incontro alle esigenze dei clienti e sfruttare quest’opzione come una mossa di marketing per raggiungere più consumatori, le caratteristiche generali del contratto restano sostanzialmente sempre le stesse, così come uguali sono le norme fissate dalla legge a tutela degli interessi delle parti.


Fermi restando gli obblighi generali a carico del venditore (consegnare il bene, garantire da vizi ed evizione) e dell’acquirente (ritirare la merce, pagare il corrispettivo nei tempi concordati) comuni ad ogni contratto di compravendita, per la cessione a rate sussistono anche altre regole specifiche derivate dalla particolarità del rapporto giuridico.


Per esempio, è stabilito che il tasso d’interesse dell’operazione, quando è presente e comunque sia calcolato, non può ovviamente mai superare il tasso di usura.

Fin dal pagamento della prima rata l’acquirente ha diritto di godere del bene, ma ne diverrà proprietario solamente col pagamento dell’ultima porzione del prezzo; tuttavia, egli acquista fin da subito tutti i rischi legati all’eventuale perimento del bene.

Se il contratto è risolto prima della conclusione, il bene torna nelle mani del venditore, che dovrà restituire all’acquirente tutte le rate versate nel frattempo, detraendo però un equo compenso per l’utilizzo che intanto l’acquirente ha fatto della merce.

Si ricorda, infine, che è lecita la clausola con cui il contratto si risolve automaticamente se il cliente salta il pagamento anche di una singola rata, ma purché il valore di questa sia pari ad almeno un ottavo del prezzo totale.

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