Società quotate, diritti telematici piccoli azionisti

di Giuseppe Aymerich Commenta

Nelle società quotate sui mercati regolamentati si distinguono solitamente due macrocategorie di azionisti..

Nelle società quotate sui mercati regolamentati si distinguono solitamente due macrocategorie di azionisti: i soci principali, numericamente ridotti e in possesso ciascuno di una fetta significativa del capitale sociale, e i piccoli investitori, ognuno dei quali detiene una partecipazione microscopica.

Per favorire la partecipazione dei piccoli azionisti, in genere poco avvezzi alle vicende societarie ed unicamente interessati a conseguire un utile, dal prossimo 31 ottobre entrerà in vigore una nuova normativa.


Innanzitutto, è stato stabilito che sono abilitati a votare all’assemblea sociale tutti coloro che risultano azionisti sette giorni prima della data fissata; il riferimento, però, non è ai giorni solari bensì ai giorni di “borsa aperta”, con l’esclusione dunque dei weekend e dei giorni festivi.

Coloro che a tale data risultano soci saranno informati individualmente (anche con posta elettronica) dell’esistenza del loro diritto di voto. Esiste naturalmente la possibilità che la partecipazione sia nel frattempo ceduta a terzi, ma le esperienze analoghe di altre nazioni dimostrano che difficilmente le decisioni assembleari sono inquinate in maniera significativa da tali situazioni.

Inoltre, ciascun azionista potrà liberamente delegare il proprio diritto di voto. Ogni società potrà individuare un unico soggetto indipendente che potrà raccogliere le indicazioni di voto dei soci che non potranno partecipare fisicamente all’assemblea.


Assume a questo punto un ruolo fondamentale il sito web dell’impresa: non solo per esprimere tali deleghe in un’apposita sezione riservata ma anche come strumento-cardine per la diffusione agli azionisti e ai terzi delle notizie rilevanti della vita societaria.

Infine, lo statuto potrà prevedere una maggiorazione dei dividendi a favore dei piccoli azionisti più fedeli (coloro che partecipano da almeno un anno); la maggiorazione non può superare il 10% del dividendo ordinario ed è riservata ai soci che detengono meno dello 0,5% del capitale sociale.

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