Revisori legali: nuove regole sullo svolgimento degli incarichi

di Giuseppe Aymerich Commenta

La riforma sulla revisione legale dei conti societari ha previsto anche una pluralità di novità nell’assunzione e nello svolgimento degli incarichi. Vediamo le principali..

La riforma sulla revisione legale dei conti societari ha previsto anche una pluralità di novità nell’assunzione e nello svolgimento degli incarichi. Vediamo le principali.

Innanzitutto, la nomina avviene da parte dei soci ma sulla base di una “proposta motivata” da parte del collegio sindacale, che dovrà vigilare sull’indipendenza del revisore e sullo svolgimento delle sue funzioni (questo, naturalmente, se la revisione legale non è attribuita allo stesso collegio).


Sempre in merito all’indipendenza del revisore, è scritto che egli deve astenersi da ogni incarico in cui altre relazioni d’affari o d’altro genere farebbero sorgere ad un terzo il legittimo sospetto che tale indipendenza sia compromessa. Da notare che il discorso si allarga anche all’ipotesi in cui le relazioni sospette fanno capo alla “rete” cui il revisore fa parte: esempio classico di rete sono le associazioni professionali, ma se ne potrebbero ipotizzare anche altre.

È stata introdotta la possibilità per il revisore di dare le dimissioni (prima non prevista dalla legge). Il revisore, però, può essere chiamato a rispondere dei danni causati dalla sua decisione, e in ogni caso rimane in carica fino alla nomina del suo successore.

Ma non basta: l’ente che gestirà il registro dei revisori legali (presumibilmente il ministero dell’Economia) dovrà essere informato delle avvenute dimissioni nonché delle motivazioni; e su quest’ultimo punto è facile immaginare le difficoltà applicative.


In merito alla durata degli incarichi, si è fissato che nelle società quotate sarà novennale, mentre nelle società non quotate è triennale. Nei gruppi societari con aziende quotate, sarà consentito nominare un’unica società di revisione con incarico novennale.
La revisione dovrà avvenire tecnicamente sulla base dei principi internazionali, che l’Unione Europea si appresta a adottare; nell’attesa, si impiegheranno i principi elaborati dagli ordini professionali nazionali.

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