Redigere un contratto: termine, modo e condizione

di Giuseppe Aymerich Commenta

Gli elementi accidentali del contratto si definiscono tali perché non ricorrono inderogabilmente..

Gli elementi accidentali del contratto si definiscono tali perché non ricorrono inderogabilmente; tuttavia, quando sono presenti, vincolano le parti esattamente come gli elementi essenziali.

Il termine costituisce la scadenza entro cui oppure a partire da cui una certa prestazione dev’essere compiuta (ad esempio, il pagamento del corrispettivo).


Il termine può essere stipulato a favore del debitore (prima di quella data il creditore non può esigere alcunché ma il debitore può comunque ottemperare in anticipo), a favore del creditore (la situazione inversa rispetto a quella descritta) o a favore di entrambi. Nel caso non ci siano stati accordi particolari, il termine s’intende sempre a favore del debitore.


Il modo è l’onere imposto da una parte all’altra, ma è previsto solo negli atti gratuiti: ad esempio, Tizio regala un negozio a Caio purché quest’ultimo s’impegni a portare avanti l’attività.

La violazione del modo non comporta l’annullamento del contratto, a meno che ciò non sia stato stabilito espressamente o comunque tale imposizione appaia chiaramente come elemento determinante nella volontà di Tizio. Il modo illecito o impossibile si considera come non apposto.

La condizione, infine, può essere risolutiva o sospensiva. Nel primo caso, è stabilito che se si verifica un certo evento il contratto è risolto; nel secondo, al contrario, solo il verificarsi dell’evento rende efficace il contratto.

La condizione deve essere lecita e possibile. Qualora illecita (“Se ucciderai Sempronio…”), il contratto è nullo; qualora sia impossibile (“Se quell’asino volasse…”), la condizione sospensiva rende nullo il contratto, mentre se è risolutiva si considera non apposta.

Il contratto è nullo, infine, se la realizzazione della condizione sospensiva dipende esclusivamente dalla mera volontà di una delle parti (“Se schioccherò le dita…”); un’analoga condizione risolutiva, invece, è ammissibile perché sarebbe come concordare il diritto di recesso.

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