Redigere un contratto: identificare le parti

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il contratto è definito dal Codice Civile (art. 1321) come l'accordo mediante il quale due o più parti costituiscono, regolano o..

Il contratto è definito dal Codice Civile (art. 1321) come l’accordo mediante il quale due o più parti costituiscono, regolano o estinguono fra loro un rapporto giuridico di natura patrimoniale.

Perché un contratto sia valido occorre che siano presenti e validi almeno quattro elementi fondamentali: le parti, l’oggetto, la volontà e la causa e; in alcuni casi è richiesto anche un quinto requisito, la forma.


L’assenza o il vizio che dovessero inficiare uno qualsiasi di questi elementi comporta l’annullabilità o, nei casi più gravi, la nullità del contratto.

Gli elementi fondamentali si distinguono dagli elementi accidentali (il termine, la condizione e il modo), che non sono indispensabili ma che, se sono presenti, hanno altrettanta importanza.


Vediamo di analizzare dunque i singoli elementi, iniziando dalle parti. Nessun contratto, infatti, può avere natura unilaterale: i contraenti sono solitamente due, anche se possono essere più numerosi.
Tutti devono, naturalmente, essere dotati di capacità di agire (ossia l’attitudine, riconosciuta dalla legge, di compiere atti modificativi della propria situazione giuridica).

Le persone fisiche acquisiscono la capacità di agire normalmente con il compimento dei diciotto anni, ma in alcune ipotesi è stabilita una soglia diversa: si può firmare un contratto di lavoro, ad esempio, già a sedici anni, purché sia stato assolto l’obbligo scolastico.

La capacità di agire è mantenuta fino alla morte, salvo che non intervenga una di quelle ipotesi particolari in cui essa viene limitata (interdizione o inabilitazione).

Per le persone giuridiche, la capacità di agire è attribuita a chi ne ha la rappresentanza legale: l’amministratore delegato di una società di capitali, ad esempio; per gli enti non dotati di personalità giuridica la legge non è molto chiara, ma l’interpretazione prevalente è quella di adottare norme analoghe in quanto compatibili.

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