Nasce l’albo dei buttafuori

di Giuseppe Aymerich Commenta

Si parla spesso di rivedere le norme sull’ordinamento professionale, ma la categoria dei buttafuori non era mai stata al centro della discussione..

albo buttafuori

Si parla spesso di rivedere le norme sull’ordinamento professionale, ma la categoria dei buttafuori non era mai stata al centro della discussione; e anche se per loro non si potrà parlare di ordine professionale, non siamo molto lontani.

Fra le tante leggi in tema di sicurezza volute dal ministro degli Interni, infatti, questa è forse la più imprevista.


Per esercitare il ruolo di responsabile della sicurezza di locali, discoteche e ristoranti diviene necessario iscriversi
in un apposito albo mantenuto presso la prefettura; e gli attuali gorilla hanno tempo fino al prossimo aprile per ottenere l’abilitazione, senza la quale dovranno lasciare il lavoro.


Ma quali sono i requisiti per l’iscrizione? Innanzitutto, aver frequentato con profitto appositi corsi di formazione organizzati dalle Regioni. I corsi verteranno su tre argomenti principali: leggi sull’ordine pubblico; regole pratiche di primo soccorso, lotta agli incendi e altre misure di sicurezza; autocontrollo e capacità di stare a contatto con il pubblico.

Non è più tempo, insomma, di semplici colossi forzuti: i buttafuori del prossimo futuro dovranno rivelarsi autentici professionisti della sicurezza. A completare il quadro della loro professionalità, anzi, contribuiranno anche i requisiti negativi, ossia quelle magagne che impediranno l’iscrizione all’albo.

Non potranno, infatti, aspirare al ruolo di gorilla coloro che non dispongono di adeguati requisiti psico-fisici, gli alcolisti, i tossicodipendenti, i tifosi violenti che hanno subito il Daspo (il divieto di assistere alle gare sportive), coloro che hanno subito condanne o anche semplici denunce per reati non colposi, coloro che aderiscono o hanno aderito ad organizzazioni che si propongono discriminazioni etniche, politiche o religiose.

Non basta: i gorilla non potranno mai portare armi e dovranno essere contraddistinti da tesserini gialli fluorescenti con la scritta “Assistenza”. E, in caso di rissa, la prima cosa da fare sarà chiamare la polizia.

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