Nasce il Codice Agricolo

di Giuseppe Aymerich Commenta

Dal 1861 ad oggi il nostro Paese ha prodotto una mole impressionante, per non dire incalcolabile, di leggi, regolamenti e provvedimenti attuativi..

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Dal 1861 ad oggi il nostro Paese ha prodotto una mole impressionante, per non dire incalcolabile, di leggi, regolamenti e provvedimenti attuativi: l’esigenza di semplificare e mettere ordine è quindi pressante.

Con questo intento, il Consiglio dei Ministri ha licenziato tramite decreto legislativo il testo del Codice Agricolo, che ora passerà all’esame del Consiglio di Stato, delle commissioni parlamentari e delle associazioni imprenditoriali. Se non ci dovessero essere sorprese, il Codice dovrebbe entrare definitivamente in vigore nel prossimo febbraio.


Il Codice Agricolo è un esempio da manuale di testo unico. I testi unici sono quelle leggi onnicomprensive che nascono con lo scopo di raccogliere, ordinare, adattare e aggiornare le norme preesistenti che vertevano su una stessa materia.

Lo scopo fondamentale non è tanto quello di apportare rivoluzioni alla legislazione vigente, quanto piuttosto quello di rimettere insieme regole sparpagliate in decine di altri provvedimenti, cosa che rende difficile e incerto l’operare di qualunque addetto ai lavori.

E difatti, sono una quarantina le leggi precedenti che andranno in pensione con l’avvento del nuovo testo unico sull’agricoltura; sono le norme promulgate nei decenni precedenti in materia di contratti agrari, di prelazione, di usucapione speciale, di affitto dei fondi rustici, di agriturismo e tante altre.


Il Codice agricolo è composto in tutto da 155 articoli, suddivisi in sei parti (in gergo giurisprudenziale si parla di “titoli”), dedicate rispettivamente a: l’attività agricola; gli imprenditori agricoli e la vendita dei prodotti; le società agricole; i contratti agrari; le coltivazioni di organismi geneticamente modificati (OGM); la nascita delle aziende agricole e i problemi connessi, incluse la successione, la donazione, la prelazione e l’usucapione.

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