Mediazione civile obbigatoria, facoltativa e demandata

di Stefania Russo Commenta

Dallo scorso 22 marzo è entrata in vigore la cosiddetta mediazione civile obbligatoria. In poche parole si tratta di un procedimento finalizzato..

Dallo scorso 22 marzo è entrata in vigore la cosiddetta mediazione civile obbligatoria. In poche parole si tratta di un procedimento finalizzato ad evitare la causa vera e propria mediante il raggiungimento di un accordo tra le parti litiganti, ovvero tra privati cittadini oppure tra cittadini e imprese.

La mediazione, dunque, è diventata obbligatoria in merito a tutte le controversie riguardanti determinate materie, pena l’improcedibilità della domanda giudiziale.


Le materie in relazione alle quali è diventata obbligatoria la mediazione civile obbligatoria sono: condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari. Al fine di consentire un avvio graduale del meccanismo di mediazione, l’obbligatorietà delle controversi in materia di condominio e di circolazione dei veicoli natanti è stata differita al 20 marzo 2012.

Oltre che obbligatoria, la mediazione può essere anche facoltativa e demandata. E’ obbligatoria nelle ipotesi sopra citate, è facoltativa nel caso in cui siano le parti a farne richiesta, purchè si tratti di controversie riguardanti diritti disponibili, mentre è demandata quando è il giudice a cui le parti si sono rivolte a chiedere a queste di tentare una conciliazione prima di procedere in via giudiziale.

Figura centrale di questa nuova procedura è il mediatore, un soggetto in possesso di determinati requisiti individuati dalla legge e che ha il compito di aiutare le parti ad arrivare ad un accordo. Per avviare la mediazione occorre depositare una richiesta di conciliazione presso uno degli organismi accreditati dal Ministero della Giustizia, dopodiché verrà fissato il giorno in cui le parti dovranno comparire davanti al mediatore per tentare di arrivare ad un accordo. Il procedimento non potrà durare più quattro mesi, in caso contrario le parti potranno agire in giudizio.

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