L’Italia ha la pressione fiscale più alta del mondo

di Vito Verna Commenta

In Italia, infatti e purtroppo, vi è la pressione fiscale, reale, più alta del mondo.

L'Italia ha la pressione fiscale più alta del mondo

L’Italia, potrebbe sostenere qualcuno, non sarebbe più quella di una volta giacché, purtroppo, starebbe via via perdendo il proprio prestigio internazionale.

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Così, sfortunatamente per i maligni, però non sarebbe e, per lo meno in uno specifico settore, l’Italia ancora oggi conserverebbe un primato tutt’altro che facilmente raggiungibile da qualsiasi altro Paese straniero.

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In Italia, infatti e purtroppo, vi è la pressione fiscale, reale, più alta del mondo.

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Diciamo reale poiché alla pressione fiscale apparente, equivalente al 45,2% (e dunque, in quanto tale, non troppo distante da quella di moltissimi altri Paesi dell’Unione Europea), bisognerebbe aggiungere il peso dell’economia sommersa, derivante in massima parte dal lavoro nero ed equivalente a ben 154 miliardi di euro annui, che farebbe così raggiungere al dato su indicato, ovverosia alla pressione fiscale reale o effettiva che dir si voglia, addirittura il 55%.

Dato quest’ultimo, contenuto in una rapporto della Confederazione Generale Italiana del Commercio, del Turismo, dei Servizi, delle Professioni e delle PMI dall’eloquente titolo: “Una nota sulle determinanti dell’economia sommersa”, che farebbe altresì emergere, seppur tra le righe, altri due record, assolutamente negativi, dei quali oggi l’Italia potrebbe oggi fregiarsi.

Stando a quanto affermato dai responsabili e dagli esperti della su indicata associazione, infatti, in Italia, ad essere da vero e proprio record, non sarebbe solamente la pressione fiscale bensì anche, e soprattutto, l’aumento tendenziale della stessa (la pressione fiscale, negli ultimi 12 anni, sarebbe cresciuta addirittura del 3,4% nonostante nell’Unione Europea a 27% sia scesa in media, nel medesimo arco temporale, dell’1%) nonché l’aumento tendenziale dell’economia sommersa che, purtroppo, avrebbero oramai raggiunto addirittura il 17,5% del Prodotto Interno Lordo.

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