Ipotesi speciali di concessione della cittadinanza italiana

di Giuseppe Aymerich Commenta

Chi non acquisisce la cittadinanza italiana per ius sanguinis può seguire le due strade del matrimonio e della residenza per arrivare allo stesso risultato..

Chi non acquisisce la cittadinanza italiana per ius sanguinis può seguire le due strade del matrimonio e della residenza per arrivare allo stesso risultato.
Al di là di queste vie ordinarie e piuttosto comuni, tuttavia, la legge prevede anche ipotesi molto particolari e obiettivamente rare, legate ad eventi storici ormai remoti.


Possono chiedere la cittadinanza italiana, infatti, coloro che nacquero nei territori un tempo appartenenti all’Impero Austro-Ungarico, nonché ai loro discendenti.

È però necessario rispettare anche un secondo requisito: essere emigrato all’estero prima del 16 luglio 1920.
I soggetti interessati devono presentare un’apposita domanda, includendo la documentazione idonea a dimostrare il possesso dei requisiti descritti, entro una data ormai imminente: il prossimo 20 dicembre. Prima del 2011, dunque, questa ipotesi sarà ormai archiviata.

Non è invece ancora previsto un termine ultimo per la richiesta della cittadinanza italiana da parte di coloro che ne furono privati in seguito alla cessione di Fiume, dell’Istria e della Dalmazia all’ormai ex Jugoslavia dopo l’ultima guerra mondiale, nonché ai loro discendenti.

Per presentare domanda è necessario essere stato residente in quei territori nelle date del 10 febbraio 1947 oppure del 10 novembre 1975 (in cui entrarono in vigore, rispettivamente, i trattati di pace di Parigi e di Osimo) e che persero la cittadinanza proprio in una di quelle due date a causa dei trattati.


È da notare come, nei casi speciali qui descritti, la legge non preveda un’analitica documentazione da presentare a sostegno della propria istanza: gli interessati, infatti, possono presentare liberamente ogni atto che possa comprovare il loro status e che dimostri il possesso dei requisiti richiesti.
Successivamente alla presentazione dell’istanza, una commissione interministeriale la valuterà liberamente e deciderà sulla concessione della cittadinanza.

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