Governo incagliata sul decreto per fermare le lobby

di Fabrizio Martini Commenta

Il Governo Letta ha intenzione di promuovere una legge contro le lobby, ma la maggioranza si è incagliata fra due diverse ipotesi.

soci in affari

Il consiglio dei ministri presieduto dal premier Enrico Letta ha intenzione di varare un disegno di legge per regolare l’attività dei lobbisti. In particolare si intende dare una frenata a tutti quelli che dialogano con le istituzioni. Tutti i lobbisti che hanno questo dialogo particolare con le istituzioni finiranno secondo la volontà annunciata dal Governo Letta in un particolare elenco dei portatori di interessi particolari.

Tale elenco sarà regolato da rigidi criteri di iscrizione. Molte cose però ancora non sono chiare per quanto riguarda la volontà dell’esecutivo. Ad esempio non è ancora ben comprensibile quale sarà l’autorità di vigilanza che dovrà assicurare la trasparenza e la partecipazione dei lobbisti ai processi decisionali pubblici. Inoltre un aspetto ancora da chiarire è quello inerente gli interessi e i contatti che i decisori pubblici dovranno rendere trasparenti nell’assolvere alle loro funzioni.

I principali nodi sono infatti su questi ultimi due aspetti. Ovviamente la mancanza di chiarezza è dovuta a diversi modi di vedere la questione da parte degli stessi componenti del Governo delle larghe intese di Letta. L’esecutivo si è infatti incagliato nell’esame del testo. Il provvedimento è andato al vaglio dell’esecutivo che non è riuscito a concludere l’esame dell’intero testo di legge e ha rinviato l’approvazione a data da destinarsi.

Il nodo dell’Autorità di sorveglianza è il primo dei due. La bozza del disegno di legge in esame prevede per il momento due diverse ipotesi per l’individuazione dell’autorità competente alla vigilanza su lobbisti e decisori pubblici.

La prima ipotesi vede come possibile autorità la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche. Questa commissione è stata istituita nel 2009 da decreto legislativo n. 150. Essa ha per il momento la funzione di essere l’organo competente a vegliare sulla trasparenza e sulle modalità di partecipazione dei portatori d’interesse ai processi decisionali delle pubbliche amministrazioni e delle istituzioni.

La seconda ipotesi su cui è al lavoro il Governo affida all’Autorità garante della concorrenza e del mercato questo compito, includendo anche la cura dell’elenco lobbisti e la verifica dei requisiti degli iscritti.

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