Diventare cittadino italiano: ius sanguinis

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il concetto di “cittadinanza”, strettamente connesso a quello di “nazionalità”, riveste oggi un’importanza minore rispetto a quanto non fosse un tempo..

Il concetto di “cittadinanza”, strettamente connesso a quello di “nazionalità”, riveste oggi un’importanza minore rispetto a quanto non fosse un tempo, in quanto per molti aspetti, inclusa la legislazione fiscale, conta principalmente la residenza.

Ancora oggi, comunque (al di là delle questioni di natura ideologica sull’appartenenza ad una nazione o ad un’altra), essere cittadino italiano garantisce sul piano sostanziale diritti altrimenti negati, a partire dal diritto di voto attivo e passivo alle elezioni politiche e dalla possibilità di partecipare a numerosi concorsi pubblici, a cominciare dalle forze armate.


La cittadinanza italiana, inoltre, fa sorgere automaticamente anche la poco nota “cittadinanza europea”, prevista dai trattati comunitari, che garantisce, fra l’altro, la libera circolazione nel territorio europeo, la tutela diplomatica in Paesi terzi, l’assistenza sanitaria e il diritto di voto alle elezioni amministrative.
Conoscere come si può acquistare la cittadinanza italiana, dunque, assume ancora oggi un’importanza elevata.

Fin dai tempi del diritto romano, la contrapposizione classica è quella fra lo “ius soli” e lo “ius sanguinis”. Secondo il primo principio, si diviene cittadini se si nasce in un dato territorio; nel secondo caso, conta invece la nazionalità dei genitori.

Al contrario di altri Stati, che privilegiano lo ius soli, l’Italia da sempre predilige lo ius sanguinis: così, è automaticamente cittadino italiano chi nasce da genitori italiani, o anche da uno solo di essi. Al contrario di quanto avveniva un tempo, infatti, oggi è perfettamente ammesso avere due o più cittadinanze.


Accanto a questo caposaldo normativo, esistono tuttavia altre ipotesi in cui colui o colei che non ha fin dalla nascita la cittadinanza italiana la può richiedere in un secondo momento, al ricorrere di precise condizioni rientranti in tre casistiche generali (matrimonio, residenza, ipotesi speciali), come vedremo nei prossimi articoli.

Rispondi