Disciplina del pignoramento (IV)

di Giuseppe Aymerich 1

Si è già accennato al fatto che al cittadino è riconosciuto il diritto di opporsi quando singoli atti della procedura esecutiva non si svolgano..

pignoramento

Si è già accennato al fatto che al cittadino è riconosciuto il diritto di opporsi quando singoli atti della procedura esecutiva non si svolgano secondo le forme e i limiti stabiliti dalla legge. Ma anche quando la procedura fosse minuziosamente corretta, il debitore ha comunque la possibilità di opporsi al pignoramento dei suoi beni.


Esistono tre strade percorribili, per l’esattezza. Innanzitutto, allorché l’ufficiale giudiziario si presenta al domicilio del contribuente, egli può bloccare sul nascere il pignoramento versando direttamente nelle sue mani denaro contante per l’intero ammontare del debito, incrementato del 20% per coprire anche le spese giudiziarie.

Ma anche se il pignoramento fosse già avvenuto, si può comunque seguire una strada analoga, quella della conversione dei beni pignorati: il cittadino deposita presso la cancelleria del tribunale una somma pari all’ammontare del debito e delle spese giudiziarie, e i suoi beni sono de-pignorati, purché non siano già stati venduti nel frattempo.


Infine, è possibile percorrere la strada della riduzione: questo avviene quando il valore complessivo dei beni pignorati è nettamente superiore rispetto all’ammontare del debito e delle spese giudiziarie, e si chiede dunque che almeno la parte dei beni dal valore che eccede tale importo sia de-pignorata.

Al di fuori di queste ipotesi, la procedura prosegue in maniera piuttosto intuitiva: i beni sono venduti al migliore offerente (secondo le procedure della vendita con o senza incanto, che analizzeremo successivamente) e il ricavato servirà innanzitutto a coprire le spese della procedura, incluso il compenso dell’eventuale professionista delegato, e poi sarà assegnato al creditore procedente, o ripartito se i creditori sono più di uno, rispettando in questo caso le cause legittime di prelazione.

Se i debiti sono totalmente ripagati e vi è un residuo di liquidità, questo è restituito al debitore.

Commenti (1)

  1. Egregio Dott. Lubrano, abito in un supercondominio nella proicnvia di Milano ed oggi ho ricevuto la comunicazione che a seguito della morosite0 di alcuni inquilini la societe0 che gestisce la distribuzione dell’acqua potabile vanta un credito di 42.000 euro. Il punto e8 che la comunicazione minaccia la sospensione dell’erogazione dell’acqua a tutti gli inquilini, compresi quelli che come me hanno sempre provveduto a saldare le spese per tempo. E’ corretta questa applicazione indiscriminata di una sanzione cosec penalizzante? Non posso pensare che a fronte di tutti i sacrifici fatti per essere sempre corretto e rispettoso delle scadenze debba trovarmi senza acqua con un bimbo di poche settimane ed una bimba d 2 anni da accudire. La ringrazio per un suo cortese interessamento.

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