Disciplina degli assegni familiari

di Giuseppe Aymerich Commenta

La disciplina degli assegni per il nucleo familiare è subentrata alla normativa precedente relativa ai tradizionali assegni familiari, ma non l’ha soppiantata del tutto..

La disciplina degli assegni per il nucleo familiare è subentrata alla normativa precedente relativa ai tradizionali assegni familiari, ma non l’ha soppiantata del tutto.

Gli assegni familiari “vecchio stile”, infatti, sono ancora oggi erogati dall’INPS, ma sono riservati ad un insieme molto modesto di cittadini; la relativa istanza va inoltrata direttamente all’INPS.


Per fruirne, è richiesto innanzitutto di non rientrare fra i potenziali beneficiari degli assegni per il nucleo familiare e in secondo luogo di appartenere ad una delle due seguenti categorie: coltivatori diretti, mezzadri e coloni; pensionati delle Gestioni Speciali per i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri).
Si ha diritto a richiedere l’assegno se non si superano a livello familiare determinate soglie reddituali rideterminate annualmente dall’INPS e purché vi siano uno o più familiari a carico del richiedente.

I familiari a carico interessati sono: il coniuge, anche se legalmente separato (solo per i pensionati delle gestioni speciali); i figli ed equiparati (inclusi i figli nati da precedente matrimonio dell’altro coniuge nonché i minori oggetto di affidamento); i nipoti (sia di nonno che di zio), i fratelli e le sorelle.

Nipoti, fratelli e sorelle, però, devono essere minorenni, studenti delle superiori fino a ventuno anni, studenti universitari fino a ventisei anni (purché non fuoricorso), oppure inabili al lavoro.


Per quanto riguarda i limiti reddituali, va precisato che ne devono congiuntamente essere rispettati due: uno calcolato sulla base del reddito personale del richiedente e l’altro calcolato sui redditi di tutta la famiglia.

Il punto più critico della disciplina degli assegni familiari, e che ne ha determinato la decadenza irreversibile, è l’entità dell’importo erogato, fissata molti anni fa e mai più rivalutata: € 10,21 mensili per familiare, ridotti a € 8,18 per coltivatori diretti, braccianti e mezzadri non pensionati.

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