Crescono i blocchi ai pagamenti della P.A.

di Giuseppe Commenta

È ormai a regime da diversi mesi una delle norme introdotte dal D.L. 262/2006, voluta dall’ex viceministro Vincenzo Visco..

logo di equitalia spa

È ormai a regime da diversi mesi una delle norme introdotte dal D.L. 262/2006, voluta dall’ex viceministro Vincenzo Visco nel quadro delle misure contro l’evasione fiscale.

La legge, oggi contenuta nell’articolo 48-bis del DPR 602/1973, impone a tutti gli enti della Pubblica Amministrazione statale, regionale e locale di effettuare una verifica prima di procedere al pagamento di somme superiori a diecimila euro, per qualunque motivo erogati (acquisti, stipendi, rimborsi…).

L’ente intenzionato al pagamento, infatti, ha oggi il compito di verificare se la controparte non abbia debiti fiscali, e più precisamente non risulti inadempiente ai versamenti richiesti da cartelle di pagamento a lui notificate; in quest’ipotesi, l’ente pubblico ha il dovere di sospendere il pagamento fino a che questa situazione non sia risolta.

La finalità della norma è evidente: l’Amministrazione Finanziaria si riserva la possibilità di pignorare le somme in questione, ipotesi più facilmente percorribile rispetto alla prospettiva di espropriare e mettere all’incanto i beni del contribuente.

Da alcuni mesi, la società pubblica di riscossione Equitalia SpA ha avviato un servizio di verifica degli inadempimenti a disposizione di ogni ente pubblico in Italia; dopo una prima fase di rodaggio, oggi il sistema è pienamente a regime e sempre più frequentemente i funzionari dei singoli enti provvedono a richiedere le informazioni necessarie per il rispetto della legge.


E lentamente i frutti dell’iniziativa arrivano ad emergere: si calcola che al momento siano già state compiute oltre settecentomila verifiche (al ritmo di circa quattromila al giorno) e che circa nel 2% dei casi si sia giunti al blocco dei pagamenti.

Una percentuale che può apparire ridotta, ma che di fatto significa che ben quindicimila richieste di pagamento da parte di altrettanti cittadini e società non in regola col Fisco sono state rinviate al mittente.

Rispondi