Contratti a distanza e diritti del consumatore

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005) e alcune delibere dell’Autorità Garante per le Comunicazioni (Agcom)..

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Il Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005) e alcune delibere dell’Autorità Garante per le Comunicazioni (Agcom) hanno definito regole dettagliate a garanzia dei consumatori per i contratti stipulati al di fuori dei locali commerciali.

Il discorso probabilmente più attuale e interessante riguarda i cosiddetti “contratti a distanza”, nei quali il rapporto fra venditore e acquirente avviene via Internet o telefono, senza dunque un contatto fisico diretto.


Per venire incontro ai consumatori che, colti magari di sorpresa da un abile venditore telefonico, hanno acconsentito ad un acquisto senza però riuscire a valutare tutti i pro e i contro del contratto proposto, la legge ha posto alcuni obblighi informativi fondamentali.

Il venditore deve qualificare con chiarezza l’azienda venditrice e le caratteristiche del prodotto offerto, nonché il prezzo e le modalità di pagamento, ma anche la durata minima del contratto e le possibilità di recesso a favore del cliente.

Per quanto riguarda quest’ultimo, in particolare, il cliente ha solitamente dieci giorni di termine per recedere unilateralmente, conteggiati dalla data della consegna (se si tratta di beni) o della conclusione del contratto (in caso di servizi). Se però gli obblighi informativi descritti sono stati disattesi, la soglia sale da dieci a novanta giorni.

In caso di prestazioni di servizi, però, il recesso non è più esercitabile se si è già iniziato consapevolmente a fruirne.


Se poi la cessione riguarda beni o servizi di comunicazione (telefonia, ADSL…), al cliente deve anche essere consegnato un modulo nel quale egli deve confermare l’acquisto o possa opporsi allo stesso.
Se si intende esercitare il recesso, il cliente deve inviare una raccomandata A/R al venditore e restituire gli eventuali beni ricevuti.

Per motivi di marketing, talvolta le imprese offrono al cliente diritti anche superiori rispetto a quelli riconosciuti per legge.

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