Concordato preventivo: giudizio di omologazione

di Giuseppe Aymerich Commenta

Nell’articolo precedente, si sono descritti i meccanismi di raggiungimento del consenso nell’adunanza dei creditori..

Nell’articolo precedente, si sono descritti i meccanismi di raggiungimento del consenso nell’adunanza dei creditori. C’è però ancora il caso più complesso di cui riferire: quello in cui il piano di risanamento preveda la suddivisione dei creditori in classi, cui conseguano trattamenti differenziati (alla classe A il 100% di soddisfazione, alla classe B il 70% eccetera).

In questo caso è necessario che sia consenziente la maggioranza dei creditori (calcolata non per numero bensì per entità dei crediti) all’interno di ogni singola classe: se questo non avviene, subentra il fallimento.


Tuttavia, se almeno la maggioranza numerica delle classi ha espresso il consenso, c’è una scappatoia. Il tribunale potrebbe valutare che gli appartenenti alle classi dissenzienti non possano ragionevolmente ottenere maggiore soddisfazione dal fallimento rispetto al concordato preventivo: in tal caso si può ugualmente procedere all’omologazione, nel loro stesso interesse.

Ma cos’è esattamente il giudizio di omologazione? Il tribunale deve valutare se, nella forma, i requisiti di legge per il concordato preventivo sono stati integralmente rispettati, e se il consenso dei creditori è stato effettivamente raggiunto in occasione dell’adunanza dei creditori.

Si tratta, dunque, di una valutazione puramente formale: il merito del piano di risanamento, già valutato in occasione del decreto di ammissione e sottoposto positivamente alla richiesta di consenso dei creditori, non è più in discussione.


Nei giorni antecedenti al giudizio di omologazione, comunque, tutti gli interessati (inclusi i creditori dissenzienti) possono presentare loro memorie e documentazioni, e il commissario giudiziale deve presentare una relazione sull’opportunità dell’ammissione al concordato preventivo.

Il tribunale valuta tutti gli elementi e decide. Se l’omologazione è negata, subentra il fallimento. Se invece è concessa, l’ammissione al concordato preventivo è finalmente definitiva.
Alla decisione del tribunale, qualunque sia, gli interessati possono comunque presentare appello.

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