Componenti del nucleo familiare

di Giuseppe Aymerich Commenta

Nell’articolo precedente, abbiamo definito i requisiti per l’istanza per l’assegno riservato al nucleo familiare senza però chiarire cosa s’intende..

Nell’articolo precedente, abbiamo definito i requisiti per l’istanza per l’assegno riservato al nucleo familiare senza però chiarire cosa s’intende con questo concetto.

Il nucleo familiare è composto in prima battuta da: il richiedente; il coniuge non legalmente ed effettivamente separato; i figli (legittimi, legittimati, adottivi, affiliati, naturali, nonché quelli nati da precedente matrimonio dell’altro coniuge e quelli avuti in affidamento) di età inferiore ai 18 anni, oppure maggiorenni ma inabili a qualsiasi attività lavorativa; i nipoti (di nonno o nonna) minorenni mantenuti dal richiedente.


Possono essere fatti rientrare nel nucleo familiare, inoltre, anche i fratelli, le sorelle e i nipoti (di zio o zia), purché siano minorenni oppure maggiorenni inabili, e che in tutti i casi siano orfani e non abbiano diritto alla pensione di reversibilità e agli altri trattamenti per i superstiti.

Infine, possono rientrare nel computo anche i figli fra i 18 e i 21 anni non inabili, purché studenti o apprendisti, ma solo da parte delle famiglie con almeno quattro figli di età inferiore ai ventisei anni.
Se tutti i requisiti descritti sono rispettati, dunque, è possibile presentare l’istanza all’INPS.

Se essa viene accettata, l’assegno – di entità variabile e rideterminata ogni anno – è erogato direttamente in busta-paga per i lavoratori subordinati (ovviamente il datore potrà rivalersi abbattendo i contributi da versare all’Istituto), mentre se il richiedente appartiene ad una delle altre categorie ammesse l’assegno viene inviato direttamente a lui, normalmente tramite bonifico bancario.


Come si vede, dunque, il termine “assegno” è in realtà improprio, dato che nessun documento del genere viene materialmente emesso nella grande generalità dei casi.
Resta da dire che il pagamento può avvenire anche a favore del coniuge del richiedente per conto di quest’ultimo, purché tale coniuge non sia a propria volta titolare di analoga indennità.

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