Collegio sindacale: modifiche per le società per azioni

di Giuseppe Aymerich Commenta

Una direttiva europea impone alcune modifiche agli Stati membri in merito agli obblighi di nomina dell’organo interno di controllo dei..

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Una direttiva europea impone alcune modifiche agli Stati membri in merito agli obblighi di nomina dell’organo interno di controllo dei conti nelle società di capitali, da noi esercitato dal collegio sindacale.

La direttiva va nel senso di un maggiore rigore, derivante dalla profonda esigenza di intensificare i controlli; e, certamente, le torbide vicende che hanno portato alla recessione di questi mesi hanno avuto il loro peso.


Il Governo sta esaminando una bozza di decreto legislativo che dovrebbe accogliere le modifiche richieste dalle istituzioni comunitarie, e difficilmente la versione definitiva differirà da essa.
Il focus è concentrato sia sulle società per azioni (e, come conseguenza automatica, sulle società in accomandita per azioni) che sulle società a responsabilità limitata.


Per quanto riguarda la prima tipologia di società, dovrebbero intervenire modifiche all’articolo 2409-bis del codice civile.

Allo stato attuale, le SpA non quotate e non tenute alla redazione del bilancio consolidato devono affidare il controllo sui loro conti ad un soggetto specificamente incaricato: una persona fisica iscritta al registro dei revisori contabili oppure una società di revisione, a sua volta iscritta.

In alternativa, la SpA può affidare tale incarico al collegio sindacale (purché la totalità dei suoi membri siano iscritti al registro dei revisori contabili), e rinunciando quindi a nominare un soggetto esterno, purché però vi sia una specifica previsione in tal senso nello statuto aziendale.

Peraltro, si stima che l’ottanta percento delle società interessate ricorrano alla deroga descritta e attribuiscano questa competenza ai sindaci.

Con la modifica, si capovolge la situazione: il controllo dei conti spetterà normalmente ai sindaci (purché siano tutti revisori abilitati), a meno che un’espressa previsione statutaria non affidi il ruolo ad un soggetto esterno.

È da supporre che, con queste premesse, la figura dell’incaricato esterno diventerà assai rara.

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