Cittadinanza italiana per matrimonio

di Giuseppe Aymerich Commenta

Una delle situazioni più tipiche per cui chi non è italiano può diventarlo nel corso della sua vita deriva dall’aver contratto matrimonio con un nostro concittadino..

Una delle situazioni più tipiche per cui chi non è italiano può diventarlo nel corso della sua vita deriva dall’aver contratto matrimonio con un nostro concittadino.

Devono però essere passati almeno due anni dalla celebrazione delle nozze se la coppia risiede sul suolo italiano, o tre anni se la residenza è all’estero. Tali termini sono ridotti rispettivamente a dodici e diciotto mesi se i coniugi hanno generato o adottato dei figli (anche prima delle nozze), a loro volta italiani per motivi di ius sanguinis.


Il decreto di concessione della cittadinanza va richiesto presentando un’apposita domanda nella prefettura competente per residenza (se è in Italia) o all’autorità consolare del nostro Paese se la residenza è all’estero.
La domanda deve essere proposta su un apposito modello (su cui apporre una marca da bollo di € 14,62), a cui vanno allegati numerosi documenti: estratto dell’atto di nascita e del certificato penale del Paese d’origine; permesso di soggiorno; atto di matrimonio; certificati dello stato di famiglia, della cittadinanza italiana del coniuge, del casellario giudiziale nonché il certificato storico di residenza.

In caso di rifugiati o apolidi, occorre in sostituzione un certificato che attesti tale status. Gli allegati in lingua straniera devono essere tradotti in italiano. In alcune ipotesi, è consentita l’autocertificazione per taluni documenti.

Infine, occorre allegare l’attestazione di versamento della tassa prevista, pari a 200 euro.


La pratica è piuttosto lunga e laboriosa (è previsto il termine di due anni), dopodiché, se non ci sono particolari ostacoli, la cittadinanza è concessa per decreto. È però indispensabile che entro quella data non siano intervenuti divorzio, annullamento civile o separazione fra i coniugi.

Entro sei mesi dal decreto, occorre recarsi in Comune o presso il consolato e prestare giuramento; dal giorno dopo la cittadinanza è definitiva.

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