Azioni a tutela dei diritti reali

di Giuseppe Aymerich Commenta

I titolari dei diritti di proprietà e di servitù prediali, nonché chi si trova nella situazione giuridica del possesso, può contare sul sostegno della legge..

I titolari dei diritti di proprietà e di servitù prediali, nonché chi si trova nella situazione giuridica del possesso, può contare sul sostegno della legge: il codice civile, infatti, prevede alcune azioni giudiziarie poste a loro tutela.

Per quanto riguarda gli altri diritti reali, non sono previste azioni specifiche, ma si può immaginare che, per analogia, siano esperibili le medesime azioni in quanto compatibili.


Iniziamo dalle azioni “petitorie”, quelle previste a tutela della proprietà.
Chi è o afferma di essere proprietario di un bene può esercitare innanzitutto l’azione di rivendicazione: se il bene è posseduto da terzi, costui può dimostrare al giudice di essere il legittimo proprietario e pretendere la riconsegna del bene.

L’azione negatoria, invece, ha il presupposto contrario: è qualcun altro che afferma di avere diritti sul suo bene, e il proprietario chiede che queste pretese siano respinte una volta per tutte.
Altre azioni petitorie, invece, riguardano tipicamente i proprietari terrieri. L’azione di regolamento di confini si attuano quando i titolari di due fondi limitrofi sono in controversia su dove passi l’esatta linea di confine, e uno dei due oppure entrambi chiedono al giudice di definirla una volta per tutte.


L’azione per l’apposizione dei termini, invece, può sorgere quando il confine è delineato e uno dei due proprietari vuole che sia eretta un’opera divisoria (un recinto, una siepe…) e che le spese siano suddivise a metà.

L’azione confessoria, invece, è quella posta a tutela delle servitù prediali: il titolare del fondo dominante il cui diritto sia contestato o sia leso, pertanto, può chiedere che la servitù sia attestata dal giudice, che le turbative apportate da terzi siano cessate e che gli eventuali danni patiti siano risarciti.

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