Assegni familiari e assegni per il nucleo familiare

di Giuseppe Aymerich Commenta

A dispetto delle comuni opinioni, gli assegni familiari propriamente detti erogati dall’INPS sono proporzionalmente pochissimi..

A dispetto delle comuni opinioni, gli assegni familiari propriamente detti erogati dall’INPS sono proporzionalmente pochissimi, poiché sono concessi solo in situazioni particolari.

Molto più diffusi sono invece gli assegni per il nucleo familiare, che è la forma principale di sostegno al reddito delle famiglie erogato dalla Previdenza Sociale.


Com’è facile immaginare, comunque, nel linguaggio corrente le due sovvenzioni sono solitamente confuse in un unico calderone. In realtà, il principio di base è il seguente: chi gode di determinati requisiti indicati dalla legge può ambire all’assegno per il nucleo familiare; chi è escluso da quest’ultimo ma vanta altri requisiti, può richiedere l’assegno familiare.

Per motivi logici, iniziamo dunque l’analisi dall’assegno per il nucleo familiare.
Esso può essere richiesto dai soggetti il cui reddito del nucleo familiare non supera determinati limiti fissati dalla legge e rideterminati ogni anno, basati sulla numerosità della famiglia e altri parametri. Sul sito dell’INPS è possibile trovare gli importi precisi per le varie situazioni.
L’assegno è però riservato solo ad alcune tipologie di cittadini: i lavoratori dipendenti, i disoccupati, i lavoratori in mobilità, i cassintegrati, i soci di cooperative e i pensionati.

Regole particolari, che vedremo in seguito, sono previste per i lavoratori parasubordinati. È inoltre richiesto che almeno il 70% del reddito del nucleo familiare derivi da lavoro dipendente o fonti assimilate (pensioni, indennità di disoccupazione, indennità di malattia ecc.).


Se tutti i requisiti indicati dalla legge sono soddisfatti, è possibile fare domanda per l’assegno familiare: i dipendenti si rivolgeranno al proprio datore di lavoro (che rigirerà l’istanza all’INPS), mentre le altre figure possono rivolgersi direttamente all’Istituto oppure ad un patronato (tenuto a predisporre e inviare la pratica gratuitamente).

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