Amministratore esterno in una SNC

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il codice civile stabilisce che l’atto costitutivo della Snc debba comprendere l’indicazione del nome dei soci che hanno l’amministrazione e la rappresentanza della società..

Il codice civile stabilisce che l’atto costitutivo della Snc debba comprendere l’indicazione del nome dei soci che hanno l’amministrazione e la rappresentanza della società in nome collettivo.

Un tema su cui però da sempre gli studiosi si spaccano la testa è se la società in nome collettivo (come, d’altronde, la società semplice) possa avere un amministratore che non sia socio, o magari più di uno: il cosiddetto amministratore esterno.


La legge non dice assolutamente nulla in proposito; e il fatto che il codice richieda di precisare i soci dotati del potere di amministrazione e rappresentanza non significa necessariamente escludere che tali poteri possano ricadere anche su figure diverse ed estranee al rapporto sociale.

Il discorso diviene ancora più calzante nel momento in cui uno o più soci non siano persone fisiche bensì altre società: è evidente che il potere di amministrare non può ricadere su di loro bensì su esseri umani in carne e ossa.

Il discorso sull’amministratore esterno rileva soprattutto nel caso in cui un socio scelga di vendere la sua quota o recedere. Il fatto che egli cessi di essere un socio comporta automaticamente che debba svestire anche i panni dell’amministratore, oppure no?

Un tempo, la dottrina era propensa ad escludere l’ammissibilità dell’amministratore esterno. Oggi, invece, la maggioranza degli esperti la ritiene un’ipotesi possibile, anche se remota (è, in effetti, piuttosto raro che in una Snc i soci scelgano di affidarsi ad un manager esterno anziché gestire la società in prima persona).


La risposta è solitamente positiva poiché non vi sono reali motivi per impedire ai soci di stabilire liberamente così nell’atto costitutivo, posto che l’autonomia statutaria è un pilastro della normativa sulle società di persone. E così come si può decidere che un socio possa essere escluso dall’amministrazione, non si vede perché, all’inverso, l’amministratore debba obbligatoriamente essere socio.

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