Valutazione del rischio vibrazioni per i lavoratori

di Stefania Russo Commenta

La valutazione dei rischi per i lavoratori ad opera dei datori di lavoro deve tener conto anche delle possibilo conseguenze..

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La valutazione dei rischi per i lavoratori ad opera del datore di lavoro deve tener conto anche delle possibili conseguenze connesse all’esposizione alle vibrazioni.

Queste possono essere suddivise in due categorie: le cosiddette vibrazioni al sistema corpo intero, che si manifestano ad esempio durante l’utilizzo di un carrello elevatore, mezzi di cantiere, trattori, autobus, ecc. o in prossimità di macchine e/o attrezzature di lavoro il cui funzionamento causa la vibrazione della soletta di appoggio; le cosiddette vibrazioni al sistema mano-braccio, strettamente legate all’utilizzo di attrezzature elettriche portatili.


Nel primo caso, il rischio è soprattutto quello di lombagie e traumi del rachide, mentre nel secondo caso esiste il rischio di insorgenza di lesioni vascolari, neurologiche e muscoloscheletriche a carico del sistema mano-braccio. A fronte di tali rischi, per i lavoratori esposti a livelli di vibrazioni superiori ai valori d’azione è necessaria la sorveglianza sanitaria.

Il datore di lavoro deve inoltre provvedere ad adottare apposita cartellonistica nel caso in cui venga ravvisata la necessità di adottare dispositivi di protezione individuali (ad esempio guanti antivibranti, supporti antivibranti, ecc.). I lavoratori devono inoltre essere adeguatamente formati, informati e addestrati.

Al fine di limitare i rischi, i datori di lavoro devono pianificare una regolare manutenzione dei macchinari, sostituire i macchinari che producono elevati livelli di vibrazioni e adottare cicli di lavoro che consentono di alternare periodi di esposizione a vibrazioni a periodi in cui il lavoratore non ne risulta esposto.

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