Valutazione dei rischi lavoratrici in gravidanza

di Stefania Russo Commenta

Ai sensi di quanto previsto dall'art. 28 del D. Lgs. n. 81 del 2008, il datore di lavoro in presenza di lavoratrici gestanti...

Ai sensi di quanto previsto dall’art. 28 del D. Lgs. n. 81 del 2008, il datore di lavoro in presenza di lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allatamento fino a sette mesi dopo il parto, deve compiere una valutazione dei rischi con particolare riferimento a quelli connessi all’esposizione ad agenti fisici, chimici o biologici, nonché a determinati processi o condizioni di lavoro.

In particolare, per quanto riguarda gli agenti fisici, la valutazione deve riguardare quelli in grado di provocare lesioni al feto o un distacco della placenta.


Figurano tra questi: colpi, vibrazioni meccaniche, movimentazione manuale di carichi pesanti, rumore, radiazioni, sollecitazioni termiche e movimenti, posizioni di lavoro o spostamenti che comportano disagi fisici connessi all’attività.

Gli agenti biologici sono invece quelli dei gruppi di rischio da 2 a 4, ai sensi dell’art. 268 e allegato XLVI del decreto legislativo 81/08, nella misura in cui sia noto che mettono in pericolo la salute delle gestanti e del nascituto.

Gli agenti chimici sono le sostanze etichettate R 40; R 45; R 46 e R47; gli agenti chimici previsti nell’allegato XLII del D. Lgs. 81/08; mercurio e suoi derivati; medicamenti antimitotici; monossido di carbonio; agenti chimici pericolosi di comprovato assorbimento cutaneo, sempre nella misura in cui sia noto che mettono in pericolo la salute delle gestanti e del nascituto.

I processi sono quelli che figurano nell’elenco dei cosiddetti “processi cancerogeni”, mentre le condizioni di lavoro sono i lavori sotterranei di carattere minerario.

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