Tredicesima 2011 più bassa rispetto al 2010

di Stefania Russo Commenta

La tredicesima mensilità, nella maggior parte dei casi corrisposta a dicembre contestualmente allo stipendio...

La tredicesima mensilità, nella maggior parte dei casi corrisposta a dicembre contestualmente allo stipendio, per la maggior parte dei lavoratori rappresenta una vera e propria manna dal cielo che consente di affrontare con maggiore serenità le festività natalizie.

Quest’anno, tuttavia, secondo un’indagine condotta dall’Ufficio studi della CGIA di Mestre, l’importo della tredicesima sarà inferiore rispetto a quello corrisposto lo scorso anno.

CALCOLO TREDICESIMA COLF O BADANTE

La CGIA, in particolare, ha effettuato la sua indagine tenendo in considerazione tre diverse categorie di lavoratori, ossia operai, impiegati e dirigenti, che in base ai dati raccolti ed elaborati nell’ambito della ricerca a dicembre 2011 riceveranno rispettivamente 10 euro, 12 euro e 25 euro in meno rispetto al 2010.

Passando ad un esempio pratico, un operaio specializzato che percepisce uno stipendio lordo annuo pari a poco più di 20.000 euro porterà a casa una tredicesima pari a 1.197 euro netti, ossia 21 euro nominali in più rispetto alla tredicesima percepita nel 2010 ma che se rapportata alla crescita del tasso di inflazione del 2,6% e degli aumenti contrattuali dell’1,8% si traduce un una riduzione di 10 euro.

CALCOLO TREDICESIMA MENSILITÀ

Analogo discorso anche per le altre due categorie di lavoratori prese in considerazione. Per quanto riguarda gli impiegati, in particolare, l’esempio vede un impiegato che percepisce uno stipendio lordo annuo pari a poco meno di 24.700 euro e che percepirà quest’anno una tredicesima di 1.361 euro netti, ossia 23 euro nominali in più rispetto al 2010 ma che se se si tiene conto dell’andamento dell’inflazione e degli aumenti contrattuali si trasformano in una perdita di 12 euro.

Infine, per un quadro con un reddito annuo di circa 48.500 euro, la tredicesima mensilità sarà di 2.496 euro netti, ossia 38 euro nominali in più rispetto a quella percepita un anno fa ma che, sempre per via dell’aumento dell’inflazione e degli aumenti retributivi, si trasforma in una perdita di 25 euro.

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