Sicurezza lavoro per i volontari

di Francesco Di Cataldo Commenta

empre nell'immediatezza, e infine considerare anche la imprevedibilità della situazione reale nella quale il volontario viene impiegato senza una possibile valutazione dei rischi connessi.

Il 2011 è stato proclamato anno del volontariato, ed il Ministro del Lavoro provvede a sciogliere con un decreto la riserva per quanto concerne l’applicazione del Testo Unico sulla sicurezza a vantaggio delle numerose e variegate categorie di volontari.


Il decreto è stato emanato in relazione all’art.3, comma 3-bis del decreto legislativo 81/2008. Il decreto, che entrerà in vigore passati sei mesi dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, evidenzia le modalità per l’applicazione del TU nei confronti delle cooperative sociali e di tutte le organizzazioni di volontariato della protezione civile, che comprende i volontari dei vigili del fuoco, della croce rossa e di quello alpino.

Il decreto stabilisce che le disposizioni del TU devono essere applicate tenendo in considerazione delle esigenze che le caratterizzano.

Entrando nello specifico della sicurezza sul lavoro, si dovrà quindi considerare la necessità dell’intervento immediato, anche senza una precedente pianificazione, inoltre si dovrà tenere conto dell’organizzazione di uomini e mezzi, ovviamente sempre nell’immediatezza, e infine considerare anche la imprevedibilità della situazione reale nella quale il volontario viene impiegato, senza una possibile valutazione dei rischi connessi.

Dal lato degli obblighi, le organizzazioni devono formare ed addestrare il volontario, e sottoporlo anche a controlli e monitoraggi sanitari continui, specie in quelle situazioni di emergenza, come ad esempio in seguito a terremoti, inondazioni o altri eventi catastrofici, di per sè imprevedibili, dove il rischio di contrarre malattie è molto più elevato.

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