Sanzioni inadempimenti sicurezza sul lavoro

di Stefania Russo Commenta

In caso di inadempimento dei propri compiti e obblighi, i soggetti responsabili o coinvolti nella sicurezza sul lavoro...

In caso di inadempimento dei propri compiti e obblighi, i soggetti responsabili o coinvolti nella sicurezza sul lavoro sono soggetti a delle sanzioni che variano a seconda del tipo di violazione.

Per quanto riguarda il datore di lavoro, in particolare, la normativa di riferimento pone in rilievo la sua responsabilità nel processo di valutazione dei rischi, prevedendo che in caso di omissione o incompleta valutazione dei rischi e del relativo documento può incorrere nell’obbligo di pagamento di un’ammenda di ammontare compreso tra 2.500 e 6.400 euro e nella detenzione da 3 a 6 mesi.

DIFFERENZA TRA INFORTUNIO E MALATTIA PROFESSIONALE

Il periodo di detenzione, inoltre, può prolungarsi fino ad un massimo di otto mesi qualora si tratti di tipologie di lavori considerati a rischio. Rientrano tra questi, ad esempio, quelli svolti nell’ambito di aziende artigiane e industriali fino a 30 lavoratori, di centrali termoelettriche, di strutture di ricovero e cura con oltre 50 lavoratori, le attività con presenza di rischi biologici, ecc.

RESPONSABILITÀ DEL DIRETTORE IN CASO DI INFORTUNIO DEL LAVORATORE

Per quanto riguarda il Responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), pur non essendo previste specifiche sanzioni a suo carico e pur non avendo questi potere di intervento diretto nell’adozione delle misure di prevenzione nel rispetto delle norme di sicurezza, essendo questo di competenza del datore di lavoro, la Corte di Cassazione ha stabilito che risponde insieme al datore di lavoro dell’evento dannoso che deriva dall’omissione qualora per imperizia, negligenza, imprudenza o inosservanze di legge abbia trascurato di segnalare una situazione di rischio o abbia dato un suggerimento sbagliato inducendo così il datore di lavoro ad omettere l’adozione di una misura di prevenzione.

A carico del medico competente è invece, in caso di mancata collaborazione con il datore di lavoro nella valutazione dei rischi, è previsto l’arresto fino a 3 mesi o un’ammenda da 400 a 1.600 euro.

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